Ha i nervi a fior di pelle ma ieri si è chiarito. E Fiorello: «Resta con noi»

Wandissimo (leggi Osiris) Sneijder si è preoccupato di tranquillizzare tutti, come al solito attraverso Twitter. «Sono all’aeroporto ad attendere mia moglie, sono impaziente di rivederla». Nel caso servisse a calmarlo: forza Yolanthe, dacci dentro.
Strano, per un giorno (forse) aboliti i personali e stringati resoconti circa allenamento e stato di forma. Sneijder ha preferito divagare, raccontando tutt’altro. Giocatore davvero imprevedibile, i suoi nervi scoperti hanno fatto il giro d’Italia, ma lui tranquillizza tifosi e amici sull’arrivo della moglie. Ci sarebbe da pensare ad un filo diretto. Le sceneggiate dell’olandesino non sono storia nuova, gli sbuffi in campo una costante, Eto’o e tanti altri ne conoscono il caratterino da nevrosi. Ma stavolta il nervosismo di Sneijder ha stonato. Aveva cominciato a mostrare brutti segnali a Napoli, rischiando di distruggere una gamba di Gargano e di farsi espellere. Nell’intervallo qualcuno deve avergli dato una camomilla. Ha proseguito a Lecce, i “vaffa...“ con Pazzini, peraltro amico suo, sono stati spettacolo nello spettacolo, le rampogne a Obi normale amministrazione da primadonna. L’appuntamento stile “ok Corrall“ a Ranieri («Dovremo parlare») un po’ meno consueto. Ieri non sono state pistole fumanti: solo chiarimenti. Ranieri ha parlato nello spogliatoio e ad ognuno ha regalato (randellato?) il suo. Fors’anche a se stesso, che qualche errore ha commesso.
Tensione Inter. Sì, ma tutto sotto controllo dicono in sala di regia. Moratti non ha gradito ed è partito il rilancio sul mercato. Ranieri ha chiesto alla squadra di voltar pagina. Il rapporto con Sneijder non è intaccato, ma al tecnico non è sfuggito che ora la squadra fatica a sopportare il peso di un Peter Pan svolazzante: in campo e fuori. Ranieri ha voluto provare qualche variazione sul tema dell’ortodosso 4-4-2, ma Sneijder non lo ha aiutato. In questi mesi la squadra ha camminato, lui è rimasto agli allori. Sneijder non è stato proprio tempista nei recuperi dall’infermeria. I compagni si battevano nelle sabbie mobili e lui si allenava su altri fronti. La squadra pensava alla risalita e lui (ottobre-novembre) aveva già fatto sapere che a gennaio avrebbe sgommato via, salvo scoprire che nessuno gli avrebbe pagato il suo ingaggio e nessuno si fidava più dei suoi muscoli friabili.
Se ne riparlerà a giugno, anche se è già partita la campagna «Wesley Sneijder stay», aperta da tifosi interisti un po’ romantici. Ci si è messo pure Fiorello che, al solito via twitter, gli ha scritto: «Stay with us». Quando era meglio scrivergli: «Play with us». É da tanto che non succede. Ovvero: Sneijder gioca, certo, ma non più di mezzora, poi diventa un corista spento e un po’ bizzoso.
Non è un caso che l’Inter stia acquisendo centrocampisti (Guarin e Kucka) per dare forza fisica al centrocampo e stimolare le primedonne. L’Inter manca di qualità nel gioco, proprio quella che possono garantire Thiago Motta e Sneijder, i due che volevano fuggire.