Ha un infarto mentre guida: uccide due ragazze

Silvia Gilioli

da Ancona

Un infarto al volante e la macchina si trasforma in proiettile assassino. Muoiono in tre: il guidatore e due giovani ragazze investite, che non sono riuscite a evitare l'impatto con quella vettura impazzita. Ieri mattina dopo le undici e mezza si è scatenato l'inferno, nel centro di Ancona. In corso Garibaldi transita un Suzuki blu. Non viaggia particolarmente veloce, tutto tranquillo, in apparenza. Per un attimo rallenta, all'improvviso prende velocità e si consuma la tragedia.
Al volante c'è Manlio Mingoia, 74 anni, personaggio piuttosto noto nelle Marche. Era stato cantante lirico, in gioventù, nel coro Bellini, e poi nel consiglio d'amministrazione della fondazione teatro Muse. L'impressione di alcuni testimoni è che in qualche modo si sia reso conto del malore: aveva rallentato e dato l'impressione di fermarsi, ma non ha fatto in tempo. Ha perso i sensi prima di completare la manovra. Era cardiopatico, gli ultimi controlli in ospedale, ad Ancona, li aveva effettuati la scorsa settimana. Seguiva la sua terapia con metodicità, nessuna controindicazione alla guida. Del resto a chi soffre di cuore in genere non viene ritirata la patente.
Il suo Suzuki ha buttato giù due fioriere e poi sfiorato un palo. Purtroppo, viene da dire, non gli è finito contro, perché si sarebbe fermato prima e forse non sarebbe arrivato tanto velocemente verso quelle due povere ragazze. A lato della carreggiata c'erano anche le colonnine che proteggono i pedoni, la macchina le ha soltanto sfiorate, altrimenti anche lì si sarebbe fermata prima. Le due vittime stavano passeggiando vicino a piazza Roma, volevano attraversare. Una aveva ventitrè anni, Alessandra Bavoso, studentessa di Melfi (Potenza), iscritta al quarto anno dell'Università Politecnica di Ancona. Aveva appuntamento lì, nel centro marchigiano, con alcune amiche di facoltà. È morta durante il trasporto all'ospedale Torrette, i soccorsi immediati non sono serviti a salvarla.
L'altra vittima aveva soltanto tredici anni, Cinzia Contegiacomo, attesa dalla Cresima il prossimo mese. È morta sul colpo, inutile qualsiasi tentativo di rianimarla. Ieri mattina tornava dalla messa, nella chiesa di San Cosma, assieme a un'amica. Il padre fa lo psichiatra, è arrivato in piazza pochi minuti dopo l'incidente, poliziotti e carabinieri hanno avuto l'ingrato compito di calmarlo: ha altre due figlie, una più piccola, l'altra di ventitrè anni, coetanea dell’altra vittima.
Il Suzuki è proceduto nella sua corsa folle, tamponando una Peugeot 106, e i due a bordo se la sono cavata con il colpo di frusta. Si è fermato solo dopo un altro mezzo giro e il tamponamento a catena di varie auto in sosta, abbattendo una delle colonnine e lasciando alcune persone leggermente contuse. Tutti parlano di tragica fatalità, a centinaia sono rimasti lì, per ore, prima in un silenzio irreale, durante il lavoro dei soccorritori, poi a chiedersi come sia potuto accadere. Forse soltanto un passeggero, accanto a Manlio Mingoia, sarebbe riuscito a levare il suo piede dall'acceleratore e a tirare il freno a mano, mentre l'anziano reclinava sul volante ormai privo di vita. Sarebbe stata una strage, se l'auto impazzita fosse finita a quella velocità al centro della piazza, in mezzo a tanti bambini e genitori.