«Ha legami con gli Usa» Fermato ribelle sunnita

L’Iran ha arrestato ieri il capo di un gruppo ribelle sunnita, Abdolmalek Righi, operante da una decina d’anni nel Sud-est del Paese, con rapimenti di agenti di polizia e attentati dinamitardi, accusato dalle autorità di Teheran di essere sostenuto dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e dal Pakistan. I tre Paesi hanno sempre negato ogni coinvolgimento e anche oggi una fonte dell’amministrazione di Washington ha definito le accuse «totalmente menzognere». Tra le azioni più clamorose addebitate al gruppo, denominato Jundullah (Soldati di Dio), figura un attentato compiuto nell’ottobre dell’anno scorso nella località di Pishin, nella provincia iraniana del Sistan-Baluchistan, con un bilancio di oltre 40 morti, fra i quali 15 membri dei Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione. Le modalità dell’arresto di Righi restano avvolte nel mistero. Il ministro dell’Intelligence iraniano, Heidar Moslehi, ha detto che il capo di Jundullah, che ha circa 30 anni, stava viaggiando su un aereo da Dubai al Kirghizistan, che è stato fatto atterrare in territorio iraniano.