Ha ragione De Laurentiis: il nostro calcio è bollito

De Laurentiis Aurelio, imprenditore cinematografico e presidente del calcio Napoli, non le ha mandate a dire. Secondo sua educazione ha espresso così i concetti sullo stato del football europeo e mondiale: «Il calcio è vecchio, l'Uefa è vecchia, Platini pensa da vecchio, non si può andare avanti così». ’O president'e non ha spiegato se anche il cinema italiano sia avanti con gli anni ma questo è un dettaglio che non può minimamente sfiorare il re dei cinepanettoni che, per i suoi prodotti, punta sulla qualità e non sulla quantità.
Tralasciando le considerazioni di De Laurentiis e il suo progetto di una "scugnizzeria" napoletana (perché mai ha venduto Quagliarella?), basterebbe controllare le prestazioni delle squadre italiane in questa estate caldissima per accorgersi come il calcio nostrano non sia vecchio, semmai è bollito. Non è una questione di peso fiscale, tesi sostenuta da chi non può più sfruttare la borsa dell'azionista di riferimento. Se leggete le cifre relative alle sponsorizzazioni delle squadre spagnole vi accorgerete che quattro club (Villarreal, Siviglia, Valencia, Atletico Madrid) che giocano le coppe non hanno uno sponsor e che tra Barcellona e Real Madrid (30 milioni i catalani, 25+5 la squadra della capitale), e il resto della comitiva la forbice è clamorosa: si precipita subito ai 2 milioni del Bilbao e a scendere ancora per un totale di 10 milioni di euro tra tutti!
Non è soltanto una questione di denari, dunque. Non appena una squadra italiana mette il naso fuori dal proprio condominio ecco che va a sbattere contro una realtà tecnica chiara, netta: il Napoli viene umiliato dalla manita del Barcellona, la Roma le busca dovunque in amichevole in Francia, in Spagna e in Euroleague dallo Slovan, l'Inter pareggia con il Galatasaray, perde con il Manchester City, acciuffa il pari contro i greci dell'Olympiakos ridotti in dieci per un'ora, la Juventus finisce con la lingua arsa contro il Betis di Siviglia e le busca dallo Sporting di Lisbona, la Lazio perde con il Villarreal ma travolge, è vero, il Rabotnicki, club della Macedonia, in molti sensi. Insomma, come siamo e siete messi nel campionato che fu il più bello del mondo?
Siamo messi che Sanchez, Pastore, Eto'o sono emigrati, Zarate sta per essere sbattuto via da Lotito, dunque abbiamo perso valori tecnici importanti ma non cerchiamo più campioni veri, affermati non perché siano scomparsi dalla circolazione o perché siano venuti meno i fondi (controllate le spese di mercato di alcuni club, hanno preferito comprare dieci ronzini da un milione piuttosto che un purosangue da dieci), ma perché il nostro campionato non ha più fascino. E' un calcio vittima del muscolo, della palestra, dell'intensità, che mette in discussione Totti e Del Piero e manda in cassa integrazione Pirlo. Però ci siamo, sta per incominciare il campionato. Forse. I calciatori minacciano lo sciopero però chiedono di recuperare la giornata di astensione dal lavoro. Anche in questo, gentile De Laurentiis, non siamo vecchi. Siamo ridicoli.