Ha un senso Bobo Vieri al mondiale?

L’Italiadue non è granchè, forse è il caso di parlare subito chiaro. In difesa il deficit più grave: Zaccardo, da centrale, è ancora meno affidabile. E Bonera non è una convincente boa. A centrocampo, è inutile inseguire la maturazione di Barone: forse è meglio sperare nel ritorno di Ambrosini. Eppure resta in attacco il nodo più intricato. Toni è il miglior centravanti in circolazione. Presto, appena il neo-milanista sarà restituito a una forma decente e avrà metabolizzato l’inedita preparazione fisica, sarà rimpiazzato in cima alla graduatoria da Gilardino.
Dietro di loro, con le stesse caratteristiche di prima punta, modellate da maggiore velocità e dal tiro secco da lontano, può scaldarsi Iaquinta, fin qui utilizzato contro natura come spalla di Vieri, a Glasgow come a Lecce. Con tre granatieri così, l’accanimento terapeutico tradito nel recuperare Bobo Vieri per spedirlo al mondiale risulta una testimonianza di solidarietà più che una scelta tecnica avveduta. Il gol di Lecce non è certo il paradigma del suo stato di forma: ha sbavato uno stop elementare, la palla gli è balzata all’indietro, ha dovuto recuperarla faticosamente prima di infilarla alle spalle del portiere ospite. E nel Milan, di sicuro, non è riuscito a fare meglio. Pur godendo dello stesso clima di solerte collaborazione da parte dei suoi sodali. Avessero servito Gilardino come Vieri contro la Reggina, ora sarebbe il goleador del torneo.
All’avventura tedesca può risultare molto più utile Alessandro Del Piero. Ha un carattere mite, è un esempio per molti, può giocare in più ruoli, da seconda punta e da eventuale rimpiazzo di Totti. E anche qui la segnalazione non discende direttamente dall’esibizione di Lecce, impreziosita da qualche assist, da giocate di un certo pregio e dal talento balistico ammirato sulla punizione del primo tempo. Il ballottaggio Del Piero-Cassano è illogico. Se il barese (ieri ancora ko a Trigoria) recupera, bene. Ma non può togliere il posto ad Alex.