Ha un solo modo per farsi rispettare Segnare tanto

I l rapporto fra Ronaldo e l’Inter, fra Ronaldo e i tifosi interisti riempirà, nel prossimo futuro, pagine e pagine di cronaca sportiva. Va rilevato, però, che il Fenomeno è partito col piede sbagliato chiedendo rispetto ai tifosi nerazzurri. È, a nostro avviso, un sintomo di debolezza che avrebbe fatto meglio ad evitare. Poi, soprattutto, il rispetto è inutile chiederlo, bisogna meritarselo. Qualcuno finora è stato insolente con lui? A parte Capello, ampiamente ricambiato dal giocatore, non ci sembra.
È chiaro che quando scenderà in campo per il derby, Ronaldo verrà fischiato, qualcuno lo insulterà, qualcun altro sventolerà striscioni irriverenti. Se tutto ciò rientra nei limiti, è il sale del calcio. Succederebbe - è successo - per qualsiasi giocatore che passa da una squadra all’altra della stessa città, anche se in mezzo ci sta un Real Madrid. Succede soprattutto per quei giocatori che una tifoseria ha trasformato in idoli: non farà piacere a nessun tifoso dell’Inter vedere Ronaldo con la maglia rossonera. Il brasiliano era entrato subito nei cuori di tutti i simpatizzanti del Biscione: come ha scritto giustamente Riccardo Signori era diventata la mascotte e, per i bambini nerazzurri, il pupazzo di peluche con cui addormentarsi cullando sogni di gloria. E dopo Juventus-Inter del 26 aprile 1998, dopo quell’ormai storica entrata di Iuliano su di lui, Ronie era diventato qualcosa di più. Era diventato l’emblema di un’Inter che non riesce, non può vincere non soltanto per demeriti sportivi e inferiorità tecnica. Era diventato, nei cuori e nei cervelli nerazzurri, non il terzo indizio che fa una prova, ma la Prova Regina dell’esistenza di un sistema che non voleva che l’Inter vincesse. Ronaldo adesso ha un solo modo per farsi rispettare dalla metà nerazzurra di Milano: entrare nel derby con la sua maglia rossonera numero 99 e fare uno, due, tre gol all’Inter. Forse verrà sommerso dai fischi, forse verrà applaudito. Sicuramente verrà rispettato. E ammirato.