Ha il sombrero il nuovo Paperon de’ Paperoni

Tra le sue tante proprietà la compagnia América Movil che lo scorso aprile tentò di acquistare Telecom Italia

“Forbes”, la rivista statunitense che fa le pulci agli uomini più ricchi del mondo, è alle prese con gli ultimi calcoli ma la voce oramai circola nel gotha della finanza mondiale: grazie ad alcuni oculati investimenti in borsa il magnate messicano Carlos Slim Helú ha superato Bill Gates in quanto a patrimonio e, da ieri, è l'uomo più ricco della Terra. La notizia bomba l'ha data per primo il periodico finanziario “Sentido Común”, spiegando il sorpasso nei confronti del fondatore di Microsoft con l'aumento del 26,5% nel secondo trimestre 2007 delle azioni di “América Movil”, colosso delle telecomunicazioni di cui il magnate messicano possiede il 33%. In base a questa variazione, oggi Slim ha un patrimonio di 67,8 miliardi di dollari contro gli “appena” 59,2 miliardi di dollari di Gates.

Ma chi è Carlos Slim Helú, assurto agli onori delle cronache italiane all’inizio dello scorso aprile quando lanciò un'offerta, poi stoppata dal governo Prodi, per acquistare da Marco Tronchetti Provera la sua partecipazione nel capitale di “Olimpia Spa”, holding che controlla “Telecom Italia” e definito tre mesi fa dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro un «furbetto ben peggiore di quelli nostrani del quartierino»?

Che el señor Slim abbia una capacità amministrativa visionaria e fuori dal comune, non lo dice solo il genero e portavoce Arturo Elías Ayub, il quale dirige i settori “alleanze strategiche”, “comunicazione” e “relazioni istituzionali” della compagnia telefonica “Telmex”, anch’essa del magnate. A Città del Messico lo sanno pure le pietre che con i numeri Slim ci sa fare come nessun altro. «Pensi che prima di laurearsi all'Unam, l'Universidad Nacional Autónoma de México, mio suocero già insegnava algebra e programmazione lineare nella stessa università...», spiega Ayub, legato al miliardario non solo per averne sposato la figlia Johanna, ma anche per le comuni origini druso libanesi.

Nato a Città del Messico il 28 gennaio del 1940, Slim pone le basi per la sua fortuna nel 1966, quando fonda la compagnia immobiliare Carso, da cui trae origine “el Grupo Carso”, oggi tra i più importanti imperi finanziari e industriali del mondo. «È curiosa la storia del nome del gruppo che ha fatto di Slim l'uomo più ricco al mondo», spiega Concepción Rivera Romero, responsabile comunicazione della “Telmex”. «Quando fondò la compagnia, l'ingegnere si stava per sposare di lì a tre mesi con Soumaya Domit Gemayel e, per dimostrare la forza della loro unione, decise di usare le prime tre lettere del suo nome - Carlos - e fonderle con le prime due di quello della futura moglie, Soumaya. Ecco dove nasce la “Carso”». La moglie di Carlos Slim è mancata nel 1999, ma resta fortissimo il legame del magnate messicano con la famiglia dell'ex presidente libanese Amin Gemayel, di cui Soumaya era cugina.

Attualmente sono parte integrante dell'impero del señor Slim la “Carso Global Telecom”, cui fa capo la “Telmex” (presente, oltre che in Messico, in Brasile, Argentina, Colombia, Cile e Perù) e “América Telecom”, che detiene la maggioranza delle azioni di controllo di “América Móvil”, fornitore leader per i servizi wireless in America con attività in Brasile, Argentina, Colombia, Ecuador, El Salvador, Stati Uniti, Guatemala, Nicaragua e, naturalmente, Messico, dove opera attraverso il marchio “Telcel”. Oltre al settore della telefonia, Slim controlla con il “Gruppo Carso” anche un numero indefinito di attività e imprese industriali e commerciali.

Ma non è finita qui. La “galassia Slim” include un portafoglio assai esteso di attività finanziarie attraverso “el Grupo Financiero Inbursa”. «Tra le tante compagnie partecipate da Inbursa», spiega Sara Moreno García della Telmex, «le più importanti sono il Banco Inbursa, Seguros Inbursa, la Casa de Bolsa Inversora Bursátil, Arrendadora Inbursa, Fianzas la Guardiana...». Insomma, una lista di gioielli di famiglia, quella dell'ingegnere, in cui è facilissimo perdersi e che comprende, tra le non citate, la “US Commercial Corporation”, proprietaria delle azioni di “CompUsa”, azienda leader in America nella vendita al pubblico di PC e notebook.

Certo, la creazione di un impero di tali dimensioni in 40 anni, oltre a tanti soldi ha portato anche numerose critiche (per José Martínez, autore di una biografia non autorizzata, il messicano sarebbe «capace di allearsi con Dio e con il diavolo») e molta invidia. Soprattutto adesso che el señor Slim è diventato l'uomo più ricco del mondo.