«Ma ha tutto per imitare il nostro Verona»

Gian Piero Scevola

C’era una volta il Verona, stagione 1984-85, uno scudetto a sorpresa, proprio come potrebbe capitare alla novità Palermo. «Ma al Palermo e al mio collega presidente Zamparini, posso solo augurare che non capiti quello che è capitato a me dopo lo scudetto», afferma Ferdinando Chiampan, arrestato, incarcerato, condannato per bancarotta, comunque rovinato e scappato dalla porta di servizio della storia, per quello scudetto, l’ultimo vinto da un club di provincia.
«Accostare il nostro Verona al Palermo non è sbagliato», il parere di Pietro Fanna. «Ci sono molte similitudini, a cominciare dalla tranquillità dell’ambiente, anche se quello siciliano è particolarmente euforico. E poi c’è anche da mettere in conto la serenità che sanno dare due allenatori come era per noi Bagnoli e come è Guidolin per i rosanero. Non c’erano campionissimi tra noi, non ce ne sono nel Palermo: tutta gente, ieri e oggi, che aveva fame di vittorie, di successo, anche di quattrini. E quando tante componenti si mettono insieme e tutti convergono in quella direzione, allora si forma davvero un gruppo che diventa imbattibile. Questo era il mio Verona, tanti giocatori che partita dopo partita hanno preso coscienza delle proprie possibilità e tutti, dico tutti, siamo andati oltre».
Palermo come il Verona, o quasi, è un confronto che solletica anche Antonio Di Gennaro, allora gran regista di Bagnoli, oggi apprezzato commentatore di Sky (ieri sera era impegnato in Reggina-Catania). «La nostra era la forza dei nervi distesi, un riuscito cocktail di gioventù, esperienza ed entusiasmo», commenta l’ex giocatore. «Il nostro ambiente era veramente a misura d’uomo. Sì, magari c’era qualcuno che ogni tanto andava sopra le righe (Garella, Elkjaer, ndr), ma nessuno di noi ci faceva caso perché eravamo uniti. Insomma, oggi si parla tanto di gruppo, Osvaldo Bagnoli era riuscito a creare il gruppo perfetto e i risultati si sono visti. Comunque anche il Palermo mi sembra che sia unito e, come noi, hanno giocatori chiave: Zaccardo e Barzagli in difesa, Corini a centrocampo, Di Michele e Amauri davanti. Nel nostro Verona c’erano Briegel e Tricella difficilmente superabili; Fanna, Volpati e il sottoscritto a centrocampo; Elkjaer e Galderisi in fase offensiva. Questi possono essere i confronti tra giocatori».
«Questo Palermo assomiglia tanto al Verona dello scudetto - conclude Nanu Galderisi -. Noi allora sorprendemmo le grandi tenendo fino alla fine: distanziammo il Torino di 4 punti, l’Inter di 5, Juve e Milan addirittura di 7. Il Palermo può imitarci: tutti pronosticano Inter, ma con l’umiltà e la determinazione i siciliani possono tentare l’impresa. E riuscirci, proprio come noi».