Gli habitué del colpo in banca Dodici rapine in soli sei mesi

Quattro romani e un argentino tra i 25 e i 73 anni in manette: il bottino totale di circa 150mila euro

Avevano compiuto dodici rapine in appena sei mesi. Nel mirino della banda che ha agito nella Capitale tra il giugno e il novembre del 2006 undici banche e un ufficio postale. Adesso però la V sezione della squadra mobile di Roma diretta da Andrea di Giannantonio è riuscita a sgominarla eseguendo cinque ordinanze di custodia cautelare, quattro in carcere e una presso il domicilio.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi per associazione per delinquere finalizzata all’esecuzione di rapine e furti, detenzione di armi e altri reati, nei confronti di quattro romani, tra i 25 e 73 anni (il più anziano, incensurato, agli arresti domiciliari), tutti residenti nella zona del Tuscolano, e un argentino. Tra questi, secondo quanto accertato dagli investigatori, anche una ex guardia giurata. In manette sono finiti l’argentino Hugo Leonardo Cidade, 52 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione, Dennis Nitoglia, Alberto Franca, Giuseppe Rotilo e Donato Del Vecchio (quest’ultimo ai domiciliari).
Le ordinanze, firmate dal gip Claudio Mattioli, erano state chieste dai pm Luca Tescaroli e Giovanni Bombardieri. I fatti contestati risalgono, come detto, prevalentemente al 2006. Tra le rapine attribuite alla banda, quelle compiute ai danni della Banca Popolare dell’Etruria (6 giugno 2006, 28mila euro il bottino), dell’ufficio postale 122 di via Namusa (19 luglio 2006, 1.719 euro), dell’Unicredit di via del Quadraro (20 luglio 2006, 2.670 euro) e della Cassa di Risparmio di Firenze (22 settembre 2006, 3.545 euro). Sono dodici in tutto i colpi messi a segno uno in un ufficio postale, gli altri in banche e hanno fruttato, in totale, circa 150mila euro.
L’indagine, portata avanti anche in collaborazione con il compartimento della polizia postale, è partita in seguito ad una rapina, il 22 settembre dello scorso anno, nella Cassa di Risparmio di Firenze in via Tuscolana quando gli investigatori hanno trovato una impronta riconducibile a uno degli arrestati. Da quanto accertato, solo una ventina di giorni prima la stessa filiale era stata già rapinata. I malviventi, tutti con precedenti specifici (tranne il 73enne ai domiciliari che custodiva le armi) arrivavano in scooter rubati, con volti coperti e armati di pistola e compivano le rapine negli istituti di credito. In cinque occasioni sono state sottratte le pistole alle guardie giurate in servizio malmenando in un caso un vigilantes. In altri episodi, invece, erano appena in due con un semplice taglierino.
Gli investigatori della mobile a novembre arrestarono tre dei rapinatori prima che mettessero a segno un colpo nell’ufficio postale di piazzale Aldo Moro. L’attività investigativa ha poi portato alle altre rapine e alla emissione delle ordinanze di custodia cautelare. A casa del più anziano del gruppo, Donato Del Vecchio, sono state trovate due pistole risultate sottratte a guardie giurate durante altrettanti colpi.