Hackett: «Magnini vola ma il bis non sarà facile»

L’australiano, erede di Thorpe, sarà uno dei protagonisti del mondiale

nostro inviato

a Melbourne

La sveglia suona ogni mattina alle 4,45. Pure nei giorni delle finali. Anche così si diventa campioni. Grant Hackett lo ha insegnato e dimostrato. Un uomo per tutte le medaglie, preferibilmente d’oro. Asso del nuoto della grande fatica e delle lunghe distanze. Oggi è il padrone di casa dei mondiali in Australia. E ci apre le porte di questo mondo.
Signor Hackett, cosa è il nuoto per gli australiani?
«È il nostro sport popolare. Siamo fieri di una storia che ci portiamo dietro da quando partecipammo alle prime olimpiadi. Penso sia così popolare perchè siamo circondati dall’oceano e perché così tanti di noi vivono sulle coste. Ci sono anche ragioni di sicurezza: serve imparare il nuoto da giovani. Eppoi dar seguito a questo amore per l’acqua nelle gare».
Qui mancherà Thorpe: un peso o uno stimolo?
«Il ritiro di Ian è una perdita per il nuoto e per la nostra nazionale. In carriera ha fatto cose stupefacenti: ci mancherà. È un buon amico, insieme abbiamo fatto tante battaglie. Ian non è rimpiazzabile in tempo breve. Serviranno grandi risultati per riempire il vuoto, in tempi lunghi. Abbiamo alcuni giovani che possono salire, ma certo non vanno forte come Ian. Lui era un talento mostruoso».
Il suo obbiettivo?
«Provo a non fissarmi sui risultati. Il mio obbiettivo sarà nuotare più veloce possibile e aggiungere tante medaglie alla collezione della squadra».
Prima di cominciare le sue medaglie erano 17: numero fortunato?
«Buon numero solo se uno si ritira. Voglio allontanarmene il più possibile».
La gara per lei più attraente?
«Penso sempre alle Olimpiadi: affascinano ogni nuotatore. Poi, certo, i mondiali. Soprattutto ora a casa mia».
Un campione su cui puntare?
«Tutti quelli che vengono dall’Australia, ovviamente! No, ai mondiali non ci sono scommesse facili. Ogni gara sarà combattuta e bellissima da vedere».
Cosa pensa di Magnini: è davvero un re della velocità? Qualcuno non lo crede...
«Sono stato fortunato a Montreal. L’ho visto con la sua impressionante nuotata, l’ho visto volare per vincere. E’ davvero veloce e resta uno dei favoriti. I 100 stile libero sono una gara in cui i valori sono vicini. Magnini dovrà lavorare duro per difendere il titolo. Gli altri favoriti sono Schoeman il sudafricano, Lezak l’americano e naturalmente Van den Hoogenband».
Il suo sogno?
«Vincere tre volte l’oro olimpico nei 1500 metri: è l’obiettivo finale della mia carriera di nuotatore. Voglio essere il migliore come nuotatore, ma pure come persona».
Il nuoto come sport e gli hobbies?
«Attualmente il miglior hobby è preparare il matrimonio previsto in aprile. Ma in questo mi aiutano Candice, mia futura moglie, e sua mamma. Poi ho molti interessi negli affari che mi riempiono la vita. Per eccellere, credo serva l’etica del lavoro richiesta per diventare un campione del nuoto. Insomma è una buona piattaforma per il futuro nella vita non sportiva».
Attività nei momenti di relax?
«Mi dedico al surf, al jet sky, mi piace mangiare pesce».
Cosa non le piace nella vita?
«La gente poco ragionevole ed arrogante».
Ha già un’idea di quando smetterà?
«Non credo nel 2008. Finchè mi diverto vado avanti. Vedrò anno dopo anno. Ma non credo mi vedrete a Londra 2012».
In pensione Thorpe, restate solo lei e Phelps a reggere la parte del campione super. Cosa pensa dell’americano?
«E’ il migliore nel mondo. Eccellente in ogni bracciata. Ed è ancora così giovane. Uno così non ha difetti: lo dicono i suoi fantastici risultati».