"Hai rimproverato mia figlia": pugni alla prof

L’insegnante sgrida la ragazza perché in mensa rovescia una caraffa
d’acqua. La tredicenne la insulta e poi a casa racconta tutto
All’uscita di scuola madre e nonna aggrediscono la docente a calci e
schiaffi, la salva la polizia. Sono indagate per lesioni

Una volta se un allievo prendeva una sberla dall’insegnante a casa, prima di chiedergli «perché?», lo riempivano di mazzate. Adesso le mazzate le prende il docente, come è successo a una supplente di inglese malmenata da mamma e nonna di un dodicenne. Va bene che siamo a Quarto Oggiaro, area notoriamente turbolenta, ma Talleyrand avrebbe detto «pas trop de zel», non troppo zelo. Invece le due erinni ci sono andate giù pesante, appena la creatura ha detto di essere stata schiaffeggiata, circostanza tutta da verificare, sono partite al grido «vendetta tremenda vendetta».
Sono circa le 13 alla mensa della scuola media Graf nel cuore dello storico quartiere. La ragazzina, classe 1996, sta scherzando con le amiche e a un certo punto avrebbe volontariamente vuotato a terra una caraffa d’acqua. La supplente, 40 anni, la riprende senza ottenere apprezzabili risultati. Quindi, una volta in aula, ricomincia con la ramanzina ottenendo per tutta risposta un bel «fatti i c... tuoi». Forse a questo punto «qualcosa» scappa dalle mani della professoressa, magari un buffetto, forse una tiratina d’orecchi ma la circostanza, come detto, è tutta da verificare.
Alle 14.30 la piccola esce e trova ad attenderla un’assistente sociale del Comune. Proviene infatti da una famiglia difficile, il padre è morto («un incidente», dice genericamente la polizia), mamma, 28 anni, e nonna, 50, hanno precedenti per reati contro il patrimonio e droga. Appena arrivata a casa la ragazzina racconta subito la tremenda umiliazione subita. Apriti cielo. Parte la spedizione punitiva.
Alle 15.30 circa le due donne aspettano l’insegnante fuori da scuola. Primo contatto. Volano parole grosse, la docente capisce che tira brutta aria e rientra nell’istituto. Ma le due furie la tallonano. Lei si rifugia in una bagno e loro scardinano la porta e iniziano a colpirla: calci, pugni, graffi, tirate di capelli. Intervengono altri insegnanti e trattengono le due donne. Nel frattempo viene avvertito il preside Daniele Giardina, che si trova nel suo ufficio nella vicina via Trilussa. Il tempo di arrivare e già fuori dall’edificio ci sono un’ambulanza e una volante. L’insegnante viene portata al Sacco, visita e dimessa in serata con pochi giorni di prognosi. Mamma e nonna identificate sono state indagate per lesioni e danneggiamento.