«Hai toccato la mia donna» Gli taglia la gola sui Navigli

Un richiamo alle spalle, i due amici si voltano, dietro i tre giovani che li inseguono gridando: «Brutto maiale hai toccato il culo alla mia ragazza». Appena il tempo di spiegare che c’è stato uno sbaglio poi l’aggressione. I due maschi quasi all’unisono colpiscono le vittime con una bottigliata al collo. Il vetro si infrange, i cocci tagliano, i due cadono a terra in un lago di sangue. Uno in particolare sembra in punto di morte e, portato in ospedale, viene operato d’urgenza. Adesso ha superato la notte, è ancora in prognosi riservata ma i medici sperano possa cavarsela. Però ha seriamente rischiato di morire per uno scambio di persona. O forse era solo un pretesto per attaccare briga.
Succede anche questo ai Navigli, dove sabato Carmine, 36 anni, originario di Avellino, e Gaetano, 33 anni di Lecce, sono passati a bere un birra. Due brave persone, incensurati, da tempo residenti in città. Sono entrambi funzionari dell’Agenzia delle Entrate, dove si sono conosciuti e sono diventati amici. L’altra sera sono «sbarcati» ai Navigli con la linea rossa alla fermata di Porta Genova, hanno percorso via Vigevano, girato a destra in viale Gorizia e appena passati davanti al bar tabaccheria si sono sentiti chiamare alle spalle. Al principio non ci fanno caso, poi i richiami continuano e fatti pochi metri ancora, davanti alla «Trattoria Milanese», all’angolo con l’imbocco dell’Alzaia Naviglio Pavese, vengono raggiunti. Dietro un italiano robusto, palestrato, una decina di anni meno di loro, arrabbiatissimo. Indica Gaetano e urla «Quel porco ha toccato il culo alla ragazza del mio amico». Dietro altri due poco più che ventenni, un ragazzo e una ragazza, entrambi romeni. Anche lei particolarmente agitata, grida, insulta e accusa Gaetano di averle fatto la mano morta. I due amici cercano di spiegarsi, Gaetano in particolare giura di non aver toccato nessuno, neppure per sbaglio. Ma i due ragazzi sono ormai sovraeccitati e cominciano a mettere le mani addosso ai due amici.
Partono le prime spinte, poi un paio di cazzotti infine prima che i due funzionari dell’Agenzia possono reagire, i due aggressori partono con le bottigliette di birra che avevano in mano. Quasi all’unisono colpiscono, ciascuno il proprio bersaglio, mirando criminalmente al collo. Difatti i vetri si spaccano e i cocci diventano lame taglienti come rasoi. Micidiali. Carmine viene ferito in profondità, cade a terra, la maglietta bianca si inzuppa di sangue. Anche Gaetano perde sangue, ma la sua ferita è più leggera, chiama subito il 118 mentre dalla trattoria un cliente e alcuni camerieri prestano i primi soccorsi per cercare di tamponare il sangue. Ne sta uscendo una quantità, impressionante, tra i testimoni c’è l’impressione che non ce la possa fare. Invece il personale del 118 arriva in tempo, blocca l’emorragia, stabilizza in paziente e lo porta all’Humanitas di Rozzano. Operato nella notte, vien ricoverato in prognosi riservata, ma non dovrebbe correre pericolo di vita. L’amico viene medicato al Fatebenefratelli e dimesso con 12 giorni di prognosi.
Nel frattempo i carabinieri si mettono sulle tracce dei mancati assassini, ovviamente fuggiti subito dopo il colpo vigliacco. Vengono sentiti numerosi testimoni, tutti confermano la dinamica dell’aggressione ma per il momento nessuno le conosce. Gli investigatori sono quindi passati a verificare le via di fuga individuando tutte le telecamere della zona, per cercarne qualcuna che abbia immortalato in terzetto in fuga. Magari mentre sale su un auto di cui si riesca a leggere la targa. Nel caso vengano individuati, l’accusa per loro può rivelarsi molto pesante: quel colpo al collo poteva essere mortale e difatti Carmine per poco non rimaneva ucciso. Difficile possano evitare il «tentato omicidio».