Halloween è una carnevalata, non il diavolo

Egregio direttore, c'è gente che festeggia Halloween convinta di partecipare ad un'innocua festa in maschera. Se gli amanti dell'horror, o meglio, del cattivo gusto, dedicassero meno tempo alle amenità di certuni social network, scoprirebbero che Halloween è qualcosa in più di un'anacronistica festa pagana celtica a cui sono stati aggiunti elementi magico-goliardici, è la porta d'accesso al mondo dell'occulto. Gli autori dell'ingannevole festa sono gli adoratori del Diavolo che non a caso nei loro testi esoterici definiscono Halloween: «Il giorno più magico dell'anno, il capodanno di tutto il mondo esoterico, la festa più importante dell'anno». L'esorcista Padre Amorth aveva ripetutamente messo in guardia i genitori a non far partecipare i figli alla festa delle zucche vuote, ma vista la modernità dei tempi e soprattutto per l'effetto zucche vuote, è probabile, anzi certo, che mamma e papà si prodigheranno per la riuscita della sulfurea festicciola. Belzebù ringrazia.

Gianni Toffali

Caro Gianni, dal punto di vista storico la sua tesi regge. Halloween ha origini misteriose e inquietanti, ben lontane dalla tradizione cristiana. Ma quella che da qualche anno impazza anche in Italia il 31 ottobre è, diciamo così, una versione laica e commerciale spoglia di qualsiasi significato esoterico, figuriamoci satanico. È una industria del consumo e del divertimento diretta ai ragazzi e ai giovani, e in questo senso non è neppure la cosa peggiore che il mercato offre loro. Più che il Natale, a occhio ha sostituito, o vi si è aggiunta, il carnevale tradizionale ormai in declino e in cui per inciso non mancavano i costumi da diavoletto. Non la capisco, non mi diverte, non capisco quelli che vi partecipano con slancio, ma alla fine è solo un momento di svago. Non scomoderei gli esorcisti e neppure Satana, che è cosa assai seria. Ognuno ha i propri gusti, il mio è sperare che quella sera in tv passi qualche cosa di buono.