Hamas si congratula con Prodi: «Bravo, ora aiuta la nostra causa»

Emanuela Fontana

da Roma

Il filo è diretto. Il governo di Hamas è molto soddisfatto della vittoria di Romano Prodi nelle elezioni italiane. Dopo i primi comunicati di stima e apprezzamento da vari esponenti dell'esecutivo, ieri il premier Ismail Haniyeh ha alzato il telefono e ha deciso di chiamare direttamente il Professore per fargli i complimenti. Haniyeh si è congratulato «per la sua vittoria alle elezioni politiche», recita un comunicato ufficiale della presidenza del governo palestinese.
Ma il premier di Hamas non si è solo complimentato, ha anche ringraziato il leader dell’Unione «per la sua posizione politica riguardo al governo palestinese», in riferimento all’intervista rilasciata da Romano Prodi ad Al Jazeera in cui, stando alla traduzione della tv del Qatar, auspicava aperture europee ad Hamas.
La dimostrazione di affetto del primo esponente palestinese che sembra avere imbarazzato Prodi e il suo entourage. Una nota dei portavoce del Professore ha ammesso che la telefonata c’è stata ma viene aggiunto che Prodi ha espresso «vivissima preoccupazione» per la situazione in Medio oriente dopo l’ attentato di Tel Aviv del 17 aprile.
La nota di Hamas è dettagliata. Il premier dell’Anp ha chiesto al leader dell’Unione nel corso della telefonata di contribuire «a ridurre l’assedio al popolo palestinese e la crisi finanziaria» che attraversa il suo governo. Prodi, secondo la nota, avrebbe risposto «confermando la sua posizione dichiarata circa la causa palestinese e il governo palestinese eletto e che il governo italiano svolgerà un ruolo per risolvere il problema nel Medio oriente».
Il testo dell’Anp aggiunge che il Professore avrebbe «ringraziato Haniyeh per la sua telefonata e per la sua posizione verso il governo italiano, auspicando che la pace si diffonda, per garantire la sicurezza e la stabilità della Regione».
Il messaggio di Haniyeh, secondo la nota del governo, è stato improntato alla pace, ma il premier ha auspicato «che i Paesi europei rispettino la scelta democratica dei palestinesi»», pur augurandosi «una pace giusta», che secondo Haniyeh deve essere una pace «che ponga fine all’occupazione e riconosca i suoi diritti al popolo palestinese».
Secondo l’ufficio stampa del Professore la telefonata è stata invece meno confidenziale. Prodi ha ribadito a Haniyeh, si legge in un comunicato di piazza Santi Apostoli, «l’inderogabile necessità che siano riconosciute tre condizioni indispensabili per avviare un dialogo internazionale con l’Anp: la cessazione di ogni forma di terrorismo, il riconoscimento pieno e totale dello Stato di Israele e l’impegno a sottoscrivere gli accordi internazionali precedentemente stipulati fra l’Autorità nazionale palestinese e lo Stato di Israele». L'ufficio stampa tuttavia «conferma la telefonata» e le congratulazioni del premier palestinese.
Un’ulteriore mano tesa ad Hamas era arrivata ieri anche da Piero Fassino, che in un’intervista al Corriere della Sera aveva escluso la chiusura per il governo di Hamas dopo gli attentati di Tel Aviv. Il segretario dei ds ha chiarito che la posizione della coalizione è di equidistanza tra Palestina e Israele nel conflitto mediorientale: «Se non si riconoscono le due ragioni in gioco - ha chiarito - nessuna delle due sarà sicura. È la posizione di Prodi, Rutelli, D’Alema, Bertinotti». A proposito, in particolare, del neogoverno dell’Anp, Fassino ha sottolineato che «il punto non è “punire” Hamas ma persuaderlo che l’obiettivo dell’indipendenza passa per una via ineludibile: il rapporto con Israele». Il programma delle relazioni con l’area mediorientale del centrosinistra, ha conclusi Fassino, prevede di «intessere i migliori rapporti con Israele così come cercheremo di farlo con Abu Mazen e il governo di Hamas».