Tra gli hamburger e i panini si scopre la gentilezza a punti

Viaggio dietro le quinte del McDonald’s al Terminal Traghetti Prenotazioni per il 27

Marzia Fossati

Tutto ebbe inizio nel lontano 1955, quando i fratelli McDonald aprirono a Des Planes, nell’Illinois, un piccolo locale specializzato in milkshake, battezzato, con un guizzo di fantasia, proprio McDonald’s. Oggi, dopo mezzo secolo, i ristoranti McDonald’s sono più di 30.000 in tutto il mondo, di cui 295 in Italia e 3 solo a Genova: due in via XX Settembre e uno presso il centro commerciale Terminal Traghetti. Ed è proprio dietro le quinte di quest’ultimo che chiunque ne abbia voglia ha la possibilità di curiosare nel backstage delle paninoteche simbolo del food global del III millennio, prenotando il prossimo panino-tour, in programma domenica 27 novembre, al numero verde 800713763 o sul sito www.mcdonalds.it.
Sara, la competente direttrice del McDonald’s Terminal Traghetti, fa da Virgilio in questo giro esplorativo che comincia dal limbo del piano inferiore, dove si trovano sia il magazzino del «materiale secco», dai palloncini agli imballaggi, sia le stanze riservate al personale, con i due spogliatoi, uno maschile e uno femminile, affacciati su una specie di salottino dalle cui pareti penzolano quattro cartelloni colorati. Tra questi, oltre al «calendario dei compleanni» e il tabellone del «Dipendente del mese», eletto a turno dai colleghi, una grossa cartina geografica calamita inevitabilmente l’attenzione: vi è rappresentato il viaggio della fiamma olimpica fino a Torino in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006, e il tracciato è formato da spazi bianchi riempiti fino a metà da bollini a forma di panini. Ebbene, chiedendone delucidazioni a Sara, non si può non rimanerne sorpresi. Un’agenzia dal significativo nome di Gapbuster fornisce a tutti i McDonald’s d’Italia il servizio di «Mistery shopper», ossia il cliente misterioso, una specie di 007 paninaro che, due volte al mese, visita i ristoranti a lui assegnati, spacciandosi per un normale cliente, magari un po’ rompiscatole, e a seconda della gentilezza, pazienza, ma anche pulizia e ordine riscontrati, assegna al locale visitato un numero di panini-bollino; il primo ristorante in Italia che, tramite questi bollini, raggiungerà Torino, si aggiudicherà un bel premio, ovviamente misterioso, come il cliente. Ecco finalmente svelato il mistero sul perchè al McDonald’s siano sempre così sorridenti e cortesi con i clienti, a volte perfino troppo, vista la politica della catena: gentili per forza e per condanna! E non è finita, esiste addirittura una raccolta punti per i dipendenti, come quelle delle merendine, la «McMoney», con premi che vanno da una radiosveglia (16 punti) a uno stereo (60 punti). E come si ottengono questi punti? Ovviamente lavorando sodo; vengono infatti attribuiti dal responsabile di turno ogni volta che qualcuno si distingue per un merito particolare.
Al piano superiore, dietro all’ormai leggendario bancone di vendita, identico in tutti i punti di ristoro del mondo, la cucina, ordinata e pulitissima, è un susseguirsi di moderni macchinari che vanno dall’Archfry, che suddivide le patatine ivi stoccate nei vari cestelli a seconda delle quantità impostate, al Bin, uno speciale armadietto dentro cui vengono sistemati tutti i prodotti appena preparati, cioè già belli che fritti, che hanno una durata massima di 10 minuti. Ogni prodotto, una volta pronto, ha infatti una scadenza impostata dopo la quale viene buttato via, che va dai 7 minuti delle patatine ai 20 minuti del pollo. Il pane dei toast viene tostato nel tempo record di 35 secondi, e la carne degli hamburger, così come l’80% dei loro prodotti, è rigorosamente italiana, proviene infatti dalla ditta Inalca, di Modena. Ma, vista la politica aziendale, al McDonald’s, di italiano, c’è solo quello.