Hamilton e Raikkonen, i due volti della sconfitta

Entrambi senza punti, ma l'inglese era sorridente e ha risposto a tutte le domande. Il finlandese ha nascosto la sua delusione dietro un freddo comunicato. Lewis: "In questo Gp ho imparato più che in tutti gli altri". Kimi: "La lotta va avanti"

Nurbugring - Uno ha rischiato la pelle il giorno prima e il giorno dopo ha disputato la sua gara più bella. Poi è sceso dalla McLaren, ha zampettato felice per il paddock, ha risposto allegramente alle domande anche se di punti non ne aveva fatti, anche se la leadership mondiale era drasticamente compromessa, anche se ormai il fiato del compagno mastino gli scaldava il collo. Perché Lewis Hamilton ha frequentato corsi su corsi di comunicazione e sa cosa si deve fare, come farlo e quando farlo. L’altro, Kimi Raikkonen, che di talento ne ha tanto quanto se non di più, ma di corsi ha frequentato solo quelli d’acqua che percorrono la sua Finlandia, ha invece fatto esattamente tutto ciò che non si deve fare in certi momenti.

Ma andiamo con ordine. Lewis prodigio Hamilton è stato al centro dell’attenzione per tutto il week end: perché sabato aveva visto la morte in faccia, perché ieri mattina ha ottenuto il via libera per la corsa, perché nel pomeriggio è scattato dalla decima piazza, ne ha subito sorpassati tre, trovandosi, a metà giro - complice il patatrack fra i due della Bmw - addirittura quarto. Poi la pioggia, poi una foratura, quindi il ritorno nelle retrovie con gomme da bagnato. L’uscita, l’insabbiata, il motore da tenere acceso mentre una gru lo spostava. Seguirà la passerella nel paddock, disponibile con tutti, pronto a rispondere sull’incidente del giorno prima, sui timori mondiali, su Alonso che fa paura: «L’incidente? È un’esperienza anche quella, ho imparato tanto in questi giorni. Anzi, penso che sia stato il Gp in cui sono cresciuto più che in tutti gli altri. Ora so che cosa vuol dire uscire in quel modo, so che cosa succede quando corri in F1 sotto il diluvio... Non mi era mai accaduto prima; soprattutto so che cosa significa districarsi in mezzo al caos. È stato tutto importante: in fondo devo continuare ad imparare. Certo, quando sei il leader del mondiale e non fai punti, ti dispiace, e molto, però vi confesso che ho visto il duello fra Massa ed Alonso ed è stato davvero avvincente, emozionante, mi sono divertito, è stato bello per la McLaren riuscire a guadagnare quei punti in più. La gru chemi ha tolto dalla sabbia? Ringrazio Dio che ci fosse, sono stato fortunato, e i ragazzi che la manovravano sono stati fantastici nel togliermi da lì permettendomi di correre la seconda parte della gara». Gli domandano dell’incidente, di quelle gambe che tremavano e che hanno fatto temere il peggio: «Ma no, le sbattevo perché ero arrabbiato, incacchiato, temevo che fosse stato un mio errore...».

Più o meno nello stesso arco di tempo, due signore, la mamma di Raikkonen e la nonna, venivano piacevolmente intrattenute da tutta la Ferrari che non sapeva più che fare per tener loro compagnia. Il nipote nonché figlio era infatti chiuso nel motorhome. Poco prima, le poche parole: «Taistelu jatkuu», «la lotta va avanti» sibilato in un finlandese quasi lappone. Quindi un latinissimo «meaculpa» su quella prima sosta mancata dopo aver imboccato la corsia dei box da leader della corsa non appena la pioggia era diventata diluvio. Un pit stop mancato per l’eccessiva velocità e il fondo troppo viscido, che l’ha costretto a controllare l’auto, allargando per tornare sul rettilineo: «C’è poco da dire, ho sbagliato io». E sulla seconda parte di gara, quella scattata dietro la safety car: «Non posso che essere molto deluso. Ero in una buona posizione, subito alle spalle di Felipe ed Alonso, e la mia F2007 era molto veloce. In quel momento ero ancora convinto che avrei potuto vincere la corsa. Invece, progressivamente, il sistema idraulico ha smesso di funzionare: prima ho perso diverso tempo, poi non ho potuto far altro che fermarmi. Però non per questo mi arrendo o mollo la presa: in fondo il distacco da Hamilton è rimasto lo stesso e in sette Gp tutto può ancora accadere. Però dobbiamo migliorare l’affidabilità».

Più che una constatazione, pareva una preghiera. Queste le parole rubate in tv e nel comunicato urbi et orbi della Rossa, perché di vedere Kimi in giro per il paddock neanche a parlarne. Valeva per gli addetti ai lavori, valeva anche per mamma Paola e nonna Sirkka. Quando è arrabbiato non fa sconti a nessuno.