Hamilton: "Io, punito dai giudici per rendere incerto il mondiale"

L’inglese perde le staffe in pista e fuori. Massa: "Gli ho preso 2 punti, non è un disastro, ora darò tutto"

di Stefano Fiore

Lewis Hamilton, vigilia del Fuji: «Non farò gli errori del 2007». Lewis Hamilton, secondo giro del gran premio: invece che incollarsi a Massa, magari costringendolo all’errore, lo affianca, gli chiude la porta della chicane rendendo contatto e testacoda inevitabili.
È passato un anno ma l’inglese più amato da Ron Dennis non sembra cambiato di una virgola: con il mondiale piloti a un passo, sembra soffrire la pressione. La stagione scorsa, dietro la safety car in pista per la pioggia torrenziale, decise di guidare con strappi e allunghi improvvisi, costringendo Vettel e Webber al ritiro (e inimicandosi gran parte dei piloti): il preludio alla disastrosa gara in Cina e al titolo perso in Brasile.
Oggi la McLaren si sveglia con un margine, seppur rassicurante, ridotto e magari con la paura che Lewis non sia ancora diventato un pilota maturo. Lui ammette l’errore: «Sì, ho sbagliato e ho pagato. Si può sempre guardare indietro e pensare che si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso» ha spiegato dopo la gara. «Queste cose possono succedere, la cosa da fare però è archiviarle ed andare avanti per la tua strada». Certo che se poi la tua strada porta zero punti in cascina...
Il team di Woking ovviamente difende a spada tratta Hamilton. Comincia Dennis: «Manovre come quella fatta da Lewis alla prima curva ne ho già viste, e non sono state penalizzate: perciò non comprendo il drive through che ci hanno imposto». Segue a ruota Norbert Haug: «La sua gara è stata rovinata da Massa, che gli è andato addosso al secondo giro. E tutto questo per cosa? Per un misero punto». Ma l’inglese è tutto, meno che a terra: «Non fa nulla, ho perso solo un punto (ancora non sapeva del settimo posto di Massa, ndr), un danno limitato. Abbiamo comunque dimostrato di essere competitivi, sono sicuro che vinceremo le prossime due gare. Non ad ogni costo, ma lavoriamo per quello».
Ora Massa è lontano solo cinque lunghezze e neppure Kubica si può sentire fuori gioco. Inoltre la Ferrari ha trovato in Alonso un prezioso alleato. Che Hamilton si senta accerchiato? Una frase sibillina lo lascia intendere: «Hanno penalizzato me e Massa allo stesso modo, pur avendo fatto manovre diverse. Lui mi ha toccato, io non ho colpito nessuno. Scommetto che lo hanno fatto solo per rendere le cose più avvincenti». Niente male come stilettata, forse in McLaren non hanno ancora digerito l’epilogo del mondiale 2007.
In casa Ferrari poco spazio alle decisioni della direzione gara. Si torna dal Giappone con in bocca sapore dolceamaro, parola di Stefano Domenicali: «Da una parte c’è rammarico per non aver sfruttato il nostro grande potenziale ma dall’altra c’è da sottolineare il piccolo recupero di Massa e la riconquista della testa della classifica costruttori». C’è soddisfazione per la gara dei due piloti: «Raikkonen ha preso un bel terzo posto che gli fa interrompere la striscia negativa, Massa ha fatto una corsa straordinaria». Felipe non concorda del tutto: «Mi accontento, due punti non sono un disastro, considerando che Hamilton non ne ha presi. Ora diamo tutto nelle ultime due gare e sfruttiamo la nostra macchina, che è veloce». Alla fine, l’unico ad avere certezze in un mondiale sempre più strano, è Kimi Raikkonen. Non la migliore delle certezze, dato che non potrà riconfermarsi campione del mondo, con 21 punti da recuperare in soli due appuntamenti. E allora il finlandese vede il bicchiere mezzo pieno con sarcasmo: «Almeno stavolta sono arrivato al traguardo. Così ho aiutato il team nella classifica a squadre».