«Hanno fatto grande la città Tutti i sindaci nel Famedio»

I primi cittadini dal Dopoguerra in poi potranno essere sepolti al Monumentale: lo ha deciso ieri la giunta comunale

Gioia Locati

È ufficiale: i sindaci di Milano, in carica dal dopoguerra a oggi, potranno essere sepolti nel Famedio. Se lo vorranno, ovviamente. Lo ha deciso una delibera di giunta approvata ieri. L’amministrazione ne aveva discusso in settembre in occasione della scomparsa di Aldo Aniasi, sindaco dal 1967 al 1975 e della sua tumulazione nella cripta del Monumentale collocata sotto il Famedio. «Milano deve molto ai suoi primi cittadini che con impegno e dedizione hanno onorato e fatto grande la città - ha dichiarato l’assessore ai Servizi funebri e cimiteriali, Giulio Gallera -. Si è reputato giusto tributare a tutti i sindaci di Milano succedutisi dal Dopoguerra a oggi e a coloro che lo saranno negli anni futuri, l’onore di essere tumulati al Famedio, così come avvenuto per Aldo Aniasi».
Fatti i debiti scongiuri, ecco cosa pensano i diretti interessati. «Sono molto onorato - ha dichiarato Paolo Pillitteri, in carica dal 1986 al 1992 -. E lo dico stringendo la forbice di ferro che uso per scartare i giornali: mi porta fortuna. È un luogo caro ai milanesi, dove riposano personalità che hanno reso grande la città, da Manzoni a Cattaneo a Toscanini. Da primo cittadino mi adoperai per far tumulare Enzo Tortora e Walter Chiari. Ma a essere sincero non accetterei. Ho sempre pensato che anche da morto vorrò vedere le mie Alpi, la mia Valtellina. C’è un cimitero bellissimo a Postalesio, 4 chilometri da Sondrio, di fronte alle montagne e ai ghiacciai. Lì riposano i miei familiari, bisnonni, nonni e soprattutto mio padre che fu un comandante partigiano e il 26 aprile del ’45 liberò Sondrio, la “nostra” città. Per me tutto questo ha un valore».
L’ex primo cittadino che più condivide la decisione di Albertini è Marco Formentini, in carica dal 1993 al 1997: «Sarebbe un onore anche per me che sono ligure. I sindaci saranno contenti anche da morti di riposare nel Famedio. Per qualcuno sarà una posizione meritatissima per qualche altro un po’ meno». Le sue perplessità sono unicamente rivolte alla moglie «un problema separarsi “dopo”» dice pensando all’ex first sciura Augusta. E suggerisce una soluzione tenera: «Ora che ci si può far cremare si potrebbe pensare a uno sgabellino da mettere accanto alla tomba». A questo Albertini non ha ancora pensato.
Si considera fuori dal provvedimento Giampiero Borghini che occupò lo scranno di Palazzo Marino dal gennaio 1992 al febbraio 1993: «Sono stato in carica troppo poco, soltanto 13 mesi, non credo di rientrare nella delibera». Ma la brevità del servizio non lo esclude. «Credo che questo tipo di decisione non debba avvenire per norma burocratica - ha detto Borghini che ora è assessore regionale alla casa - ma debba essere presa sul momento guardando al valore e al lavoro della persona. Insomma, non ne farei un altro benefit del sindaco. Mi piacerebbe ritirarmi sopra il lago d’Iseo».
Gli ex sindaci scomparsi dal dopoguerra a oggi sono Antonio Greppi, Virgilio Ferrari, Gino Cassinis, Pietro Bucalossi e Aldo Aniasi. Ferrari e Cassinis sono già sepolti al Monumentale ma non al Famedio. Gli altri due riposano in cimiteri lontani da Milano. Per loro l’amministrazione ha chiesto e ottenuto il consenso dai familiari: verranno presto tumulati al Famedio.