Hanno inventato un festival che rovista nei cassetti degli aspiranti scrittori

Dal 26 al 28 ottobre alla Stazione Leopolda di Firenze si terrà il primo Festival dell'inedito dal titolo «Ami scrivere? Lasciati leggere». Fino al 31 maggio è possibile inviare il proprio testo (tra le varie sezioni anche il mini-racconto di 140 caratteri per la piattaforma di Twitter). Antonio Scurati nella giuria

C'è tempo fino al 31 maggio per partecipare alla prima edizione del festival dell'inedito. Il titolo della manifestazione è accattivante quanto scontato: «Ami scrivere? Lasciati leggere». Sul sito www.festivaldellinedito.it si possono trovare tutte le indicazioni necessarie per chi ha da tempo un testo nel cassetto e brama dalla voglia di farlo leggere ed esaminare. Da giugno una serie di circoli di lettura sparsi in tutt'Italia esaminerà i testi inviati. E un comitato scientifico di tutto rispetto (giornalisti, scrittori, editor e accademici) soprintenderà la fase finale della selezione. Saranno circa quattrocento i testi che approderanno al vero e proprio festival, che si terrà a Firenze tra il 26 e il 28 ottobre. La cornice scelta per la manifestazione è la Stazione Leopolda. Sul palco saliranno gli organizzatori, gli «addetti ai lavori», attori, registi e, soprattutto, i vincitori di questo festival, ovvero quei timidi autori che fino a oggi non avevano avuto modo di confrontare il proprio lavoro con un pubblico in carne e ossa.
Secondo alcune stime sono quasi centomila i manoscritti che vengono realizzati ogni anno nel nostro Paese. Un calcolo che comprende non solo il tradizionale romanzo, ma anche soggetti cinematografici, sceneggiature, pièce teatrali e monologhi. Di questi lavori soltanto 35 mila circa vengono poi utilizzati dall'industria dello spettacolo e dall'editoria. Da questo enorme scarto partono gli organizzatori del festival per capire se nel mare magnum dell'inedito c'è qualcosa da salvare. Del comitato scientifico fa parte anche Antonio Scurati, autore di «Una storia romantica» e «Il bambino che sognava la fine del mondo», che prova a spiegare in questo modo le ragione del concorso. «Non è un festival contro l'editoria - spiega lo scrittore - che d'altronde fa bene il suo lavoro. Piuttosto ci troviamo a vivere in un'epoca dove è crollata la distinzione tra produttori di cultura e consumatori. Questa separazione viene meno proprio grazie alla rivoluzione internettiana». Alberta Acciari, ideatore della rassegna, spiega che è un modo anche difendersi dall'onda montante del self-publishing che nessun risultato positivo porta alla diffusione dei testi meritevoli. «Non è vero - aggiunge lo stesso Scurati - che grazie all'editoria a pagamento tutti vengono ascoltati. Semmai tutti vengono ignorati nello stesso modo».
La partecipazione al concorso non è gratuita. Lo scrittore dilettante dovrà sborsare 130 euro per farsi leggere il testo. Altri 400 euro, poi, saranno chiesti a coloro che parteciperanno alla kermesse della Stazione Leopolda.
Le opere dovranno rientrare nelle seguenti categorie: narrativa in prosa e poesia (romanzi, saggi, fantascienza, fantasy, giallo e noir, cucina, favole e fiabe, sport, raccolta di poesie), nuove piattaforme (racconto in 10mila battute per trablet e frati twitter da 140 caratteri), intrattenimento televisivo (format e fiction tv), testi teatrali e sceneggiature cinematografiche.