«Hanno l’ossessione di fare gli anti Cav Nel Pdl sono a casa»

RomaBentornato nel Pdl, onorevole Roberto Rosso.
«Sono tornato a casa. Io ho fatto cinque legislature con Berlusconi».
E allora, perché era andato al Fli?
«Volevo vedere se lì fosse possibile dare nuovo slancio a quella svolta liberale del 1994, del quale il Pdl ha tanto bisogno».
E invece?
«Invece mi sono imbattuto in un partito con l’ossessione dell’antiberlusconismo. Pensavo di trovare la casa delle libertà e ho trovato la casa dei rancori. L’attenzione era tutta rivolta a come abbattere Berlusconi, anche sul piano giudiziario».
Quando ha deciso?
«Tre settimane fa, quando in Parlamento mi sono trovato a votare su un provvedimento giudiziario rivolto contro Berlusconi. Sono andato da Fini e gli ho detto che non me la sentivo».
E lui?
«Lui non mi ha autorizzato, ma io mi sono sottratto a quel voto. Poi c’è stata la Direzione nazionale di Fli, nella quale da un lato ascoltavo discorsi che richiamavano il vecchio Msi, dall’altra percepivo l’idea di mettere in piedi qualsiasi tipo di coalizione pur di buttare giù Berlusconi. Io poi sono pronipote di San Giovanni Bosco, ho una formazione cattolico-liberale e non potevo accettare la deriva laicista che stava prendendo possesso di quel partito».
Quanto ha pesato l’affetto che la lega a Berlusconi?
«Senta qui: dopo che avevo annunciato la mia decisione di andare nel Fli Berlusconi mi invitò a casa sua. Erano le otto di sera, era la vigilia del suo discorso alla direzione nazionale del partito ma si intrattenne con me per un’ora facendo perdere tempo a tutti i notabili del Pdl lì riuniti. Capii che quell’uomo privilegia il rapporto umano all’appartenenza politica. E poi anche Denis Verdini e Daniela Santanchè hanno fatto sì che si incuneasse nella mia coscienza l’idea di un mio ritorno a casa».
In una parola i suoi tre mesi di Fli.
«Un’illusione».