«Hanno ragione i bimbi: da oggi tornano in mensa i cibi che gli piacciono»

Il 40-45 per cento delle verdure crude finiscono nel cestino della spazzatura. Il 90% dei broccoli vengono avanzati e «spariranno dal menu invernale», come «le uova strapazzate», saranno «dimezzate le frittate». Il caso dei piatti sgraditi dai bambini nelle mense scolastiche, denunciato ieri dal Pdl Giulio Gallera, è confermato dalla presidente di Milano Ristorazione Gabriella Iacono. Che garantisce un immediato «ritorno alla semplicità, perchè l’educazione alimentare è corretta ma è un percorso lungo si costruirà negli anni, l’esigenza principale è che i bimbi specialmente a mezzogiorno mangino». Le erbette saranno insaporite con aglio e olio, tornerà la pizza rossa. Via la zucca al forno: i bimbi la troveranno solo nel risotto, e i cavolfiori nella pasta verranno frullati in una crema. Oggi la società che gestisce il servizio nelle mense scolastiche del Comune incontrerà i genitori rappresentanti delle Commissioni per correggere il menu introdotto il 17 dicembre scorso e bocciato dagli alunni. «Poi inizieremo a lavorare da subito su quello per l’estate» probabilmente aumenteranno i test per evitare un altro flop.
La presidente di Milano Ristorazione ha presentato numeri e criticità dell’azienda ieri in commissione a Palazzo Marino. Il fatturato nel 2011 si è aggirato intorno agli 83,4 milioni di euro, quasi 19 milioni il costo delle materie prime, più di 25 quello del personale. Dove scatta una rivoluzione: approvato il codice etico, l’azienda prima di assumere verificherà che il candidato non abbia parenti fino al secondo grado in Milano Ristorazione. Una contromisura dopo le accuse di «parentopoli», oggi negli uffici amministrativi ci sono troppi casi di padri e figli o sorelle addirittura nello stesso open space. «Tutto regolare - premette la presidente in carica da ottobre scorso - ma per le situazioni ereditate cercheremo almeno di separare i parenti dove è possibile». Anche nelle commissioni Mensa compaiano spesso gli stessi nomi: «Cambieremo sistema di elezione perchè partecipino più genitori al voto».
Si cercano soluzioni contro l’evasione, la percentuale delle rette non pagate si attesta intorno al 12%, significa un buco negli ultimi tre anni di circa 10 milioni. Un fenomeno che riguarderebbe soprattutto i ceti medio-alti. Il Comune studia nuove modalità di prenotazione e pagamento. Ma il futuro dell’azienda è uno dei nodi. Anche partiti di maggioranza come Pd e radicali chiedono al vicesindaco Maria Grazia Guida di chiarire presto le intenzioni della giunta sulla società. «Mettere sul mercato? Valuteremo le novità previste dalla nuova normativa, non siamo a priori contro la concorrenza» ha premesso. E il Pd David Gentili frena la Guida sui tempi per rinnovare il contratto di servizio a Mi-Ri: «Marzo è prematuro se non chiariamo prima la questione della privatizzazione».