Hanyeh il pragmatico benedetto da Yassin

Per alcuni è un predestinato. Per altri è un abile pragmatico capace di mescolare ideologia e opportunità politiche. Di certo la stella del 44enne Ismail Hanyeh, futuro premier del governo targato Hamas, non sorge dal nulla. La sua fama di moderato riecheggia tra le sabbie di Gaza già dieci anni fa. Allora quel professorino impudente tornato dall’esilio in Libano e nominato rettore dell’Università di Gaza, sfida i soloni di Hamas difendendo l’idea di partecipare alle prime elezioni parlamentari palestinesi. Ma nel 1996 chiedere di votare è come proporre la sottoscrizione degli accordi di Oslo e Hanyeh è costretto ad un immediato allineamento ideologico. La calma tenace di quel professore ragazzino, nato in un campo profughi e laureatosi in letteratura araba all’università islamica di Gaza, non tarda ad attirare l’attenzione dello sceicco Ahmed Yassin. Nel 1998, un anno dopo la liberazione dalle prigioni israeliane, lo sceicco tetraplegico fondatore e padre spirituale di Hamas affida ad Hanyeh la direzione del suo ufficio politico. Da lì, grazie anche alla benedizione dello sceicco, Hanyeh inizia la sua scalata alle gerarchie del movimento. Ma vivere accanto allo sceicco Yassin ed ai grandi di Hamas significa anche condividerne i rischi. Nel 2003 Hanyeh sfugge per pochi minuti al bombardamento della casa dove si è appena conclusa una riunione dei capi del movimento. La morte del suo mentore, fulminato dalle bombe israeliane nel marzo 2004, fa di Hanyeh uno dei candidati alla guida di Hamas. L’eliminazione poche settimane dopo anche di Abdel Aziz Rantisi, l’altro leader del gruppo nella Striscia, gli spiana la strada del comando. La lotta per l’egemonia sull’ala politica del movimento si trasforma, alla vigilia del ritiro israeliano da Gaza, in un duello tra lui e il più anziano Mahmoud Zahar. Cresciuti alla scuola dei Fratelli Musulmani i due incarnano le diverse linee dell’organizzazione da cui, nel dicembre 97, nacque Hamas. Mahmoud Zahar sogna di trasformare Gaza nella culla della prima società palestinese rigorosamente islamica. Per Hanyeh il ritiro israeliano è invece un’opportunità politica per estendere il controllo fondamentalista a tutti i territori palestinesi. Battutosi per la tregua concordata con il presidente palestinese Mahmoud Abbas nel dicembre 2005 Hanyeh è uno degli ideatori della macchina propagandistica incaricata di presentare l’addio alle colonie come una vittoria militare di Hamas. Forte di quel successo Hanyeh mette definitivamente da parte Mahmoud Zahar e impone la partecipazione alle elezioni come primo passo per la definitiva trasformazione di Hamas in un movimento politico.