«Happy Family», le vite della porta accanto

Torna all'Elfo fino al 31 dicembre, dopo il debutto e successo del maggio scorso, «Happy family», lo spettacolo di Alessandro Genovesi, attore e in questo caso anche drammaturgo e regista, che sviscera dolcemente i segreti più nascosti nell'animo di ciascuno di noi: in un clima pop, in una scenografia di diversi ambienti domestici dagli arredi colorati, vivono i personaggi della storia, caratteri e identità precisi al punto che sembra di non trovarsi in teatro, ma di essere rimasti a casa a spiare dalla finestra le storie dei vicini.
Ezio (Genovesi) è un ragazzo di 31 anni che si dice ricco (avendo ereditato dal padre il brevetto della pallina per la lavatrice) e senza grossi problemi, eccetto il più recente: quello di essere stato lasciato dalla fidanzata. Un banale incidente in bicicletta non gli permette di continuare la sua vita senza pretese, unicamente scossa da una storia appena terminata, e si ritrova immerso in un mondo in cui ruotano senza sosta le diverse esigenze di tanti incerti individui. La «storia nella storia» di Filippo e Anna (Elisa Langone e Martina Galletta, allieve della Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi), due ragazzini che hanno deciso di sposarsi, mettendo così in relazione le loro rispettive famiglie, che non hanno alcuna intenzione di permettere una simile follia, e creando così nuove situazioni di cui uno ad uno i diversi componenti delle due famiglie diventano protagonisti: «Mi piace lavorare sulla "struttura", o meglio sulla rottura della struttura - dichiara Genovesi - Sheppard e Mamet sono un grosso punto di riferimento per me, e credo che gli americani siano i migliori in questo senso». In effetti non si può parlare di una commedia di genere. C'è chi l'ha definita «commedia sentimentale», ma è ben diversa da ciò date le sfumature che ruotano in essa: c’è l'amore, certamente, come motore dell'azione, ma è un amore solo di comodo, che si crede di provare e che in realtà deve mascherare la necessità di affrontare una latente omosessualità.
Oltre a ciò ci sono tante altre sfumature: la famiglia, con il suo microcosmo a volte tanto piccolo da rendere invisibili i contorni, l'anoressia, la passione, e anche la fantasia grottesca di un cane (Jean-Christophe Potvin) che parla e vive anch’esso tutta la vicenda. Insomma, ben più che di sentimento in senso romantico si parla. Genovesi la definisce una commedia sulla «paura». E allora «Happy family» è un chiaro documento che accomuna tutti gli uomini nella loro identica inconsapevolezza davanti alla vita.
Happy family
fino al 31 dicembre
Teatro dell'Elfo via Ciro Menotti, 11
Prezzi: posto unico, 20 euro. Ridotto, 13. Martedì ingresso a 11 euro.
Info: www.elfo.org, biglietteria@elfo.org, 02/716791 (11.30-20, mar/sab), 02/26681166 (15.30-19.30, lun/sab).