Harold Pinter ora si ascolta al bar

Oggi e domani al pub Le Pecore (via Fiori Chiari 21), Milano, continuano le serate di teatro con: «Il calapranzi» di Harold Pinter, regia di Marisa Della Pasqua. Due uomini chiusi in una stanza. Forse uno scantinato. O l’ex cucina di un ristorante. Due killer professionisti: Ben e Gus, lavorano per una misteriosa organizzazione che comunica soltanto il nome della città dove essi si devono recare e un indirizzo dove attendere la «chiamata» per la prossima esecuzione. Mentre aspettano, impazienti, qualcuno manda loro biglietti con ordinazioni dal ristorante di sopra, tramite un calapranzi. L’attesa è insopportabile, i cedimenti in agguato. Si arriverà alla sorpresa finale, inaspettata e sconvolgente. Scritto oltre quarant’anni fa, «Il Calapranzi» di Pinter è ormai un classico del teatro contemporaneo; il testo fa parte della prima stagione drammaturgica di Pinter, dove quasi tutte le opere sono metafora di un solo meccanismo, quello della violenza, che insidia e minaccia l’individuo. È una violenza che non si esprime nella sua brutalità, ma, al contrario, si manifesta sotto la parvenza di una calma impassibile, scatenando, lo stesso, tutta la sua furia oppressiva.