Harry e William: «Mamma ci manchi ogni giorno»

«È stata la madre migliore del mondo, ci ha reso felici» Tra gli ospiti Blair ed Elton John. Da Harrod’s due minuti di silenzio per ricordare Dodi al Fayed

da Londra

«È stata la madre migliore del mondo, ha reso felici noi e molte altre persone». La voce incrinata dalla commozione, i capelli rossi ribelli che mal s'intonano con l'abito scuro da cerimonia, il principe Harry, secondogenito scavezzacollo di Carlo d'Inghilterra, ha ricordato così la mamma Diana ieri, nel decimo anniversario della sua morte. Molta gente se lo ricorda ancora, dieci anni fa, un bimbo dodicenne dal visino tristissimo, al funerale di lady D, morta a soli 36 anni, in quel maledetto incidente stradale sotto il tunnel parigino dell'Alma. Quella scomparsa prematura e dolorosa di cui ancora si stanno occupando ben due inchieste, una francese, l'altra britannica, ha trasformato una donna già molto amata in un mito che resiste, a torto o a ragione, tuttora.
E ieri la sua memoria è stata onorata in tutto il mondo. A Londra ha avuto luogo la cerimonia ufficiale, nella Cappella delle Guardie, vicino a Buckingham Palace, fortemente voluta e guidata dai due figli William ed Harry. Accanto a loro l'ex marito di Diana, Carlo, senza la nuova seconda moglie Camilla, e la famiglia reale al completo. Presenti anche il fratello e la sorella di Diana, nonché il primo ministro Gordon Brown e i suoi predecessori, Tony Blair e John Major, accompagnati dalle rispettive consorti. Immancabile ieri anche un grande amico di quella principessa che amava le canzonette molto di più della musica classica, Elton John, un mito del pop che al suo funerale le dedicò una canzone rimasta poi nelle classifiche discografiche per settimane e settimane.
Nel suo discorso alla cerimonia di ieri - trasmessa in diretta sul canale digitale della Bbc - Harry ha ricordato come la morte della madre sia stata un evento incredibilmente «scioccante e triste» e abbia cambiato per sempre il corso della sua vita e di quella del fratello William, all'epoca quindicenne. «Lei era la nostra guardiana, amica e protettrice - ha detto il principe - io e William pensiamo a lei ogni giorno. Parliamo di nostra madre e ridiamo insieme dei bei ricordi che abbiamo dei nostri giorni con lei».
Ma Diana non era soltanto una madre, negli ultimi anni della sua vita, soprattutto dopo il divorzio dal principe Carlo, il suo interesse per le cause umanitarie l'avevano resa ancor più amata e ieri l'anniversario della sua scomparsa è stato celebrato dovunque in Gran Bretagna, da Manchester a Bristol, da Cardiff ad Aberdeen. Moltissimi fiori e biglietti sono stati lasciati dalla gente comune davanti ai cancelli di Kensington Palace, ultima residenza ufficiale di Diana e all'ingresso della sua casa natale di Sandrigham nel Norfolk.
Anche Parigi ha ricordato la sfortunata principessa, inondando di fiori la "Fiamma Eterna", il monumento eretto vicino al tunnel dell'Alma dove la principessa morì con il suo ultimo compagno Dodi al Fayed, unico figlio del proprietario dei famosi magazzini londinesi Harrod’s. Il padre, che accusa i servizi segreti britannici e i reali della morte della coppia, non ha voluto essere presente alla cerimonia ufficiale di ieri, preferendo dedicare alla loro memoria due minuti di silenzio all'interno di Harrods.
Ma l'assenza più notata ieri è stata di certo quella di Camilla, ex signora Parker Bowles, prima amante storica di Carlo e ora sua felice consorte. Da quanto si dice nei corridoi di corte, dopo qualche litigio coniugale e molte titubanze, Camilla avrebbe deciso di restarsene a casa, nella residenza in Wiltshire, con il beneplacito della stessa regina Elisabetta, ufficialmente «per non distogliere l'attenzione dai veri motivi della cerimonia».
A turbare gli animi però ci ha pensato ieri l'emittente televisiva americana "Cbs" che nel telegiornale ha diffuso per la prima volta delle foto di Diana agonizzante. Tagliate anche nell'ultimo documentario "choc" trasmesso recentemente da "Channel 4", sono state riproposte in versione integrale dagli americani in modo che il volto di Lady D fosse del tutto riconoscibile.