Hayden-Rossi, il primo round all’americano

Nick: «Da tempo non andavo tanto forte il primo giorno». Valentino: «Sono tranquillo e, visto che lui è così in forma, sarà una sfida ancora più bella»

Nanni Scaglia

da Estoril

La nota positiva: è solo venerdì e le prove non valgono nemmeno per le statistiche. La nota negativa: Nicky Hayden è secondo e inaspettatamente competitivo su una pista dove in passato è sempre stato in difficoltà, mentre Valentino Rossi è ottavo, dopo però essere stato il più veloce nei sessanta minuti mattutini.
«Nel pomeriggio - dice Rossi - Hayden è andato forte, ha fatto sicuramente un bel turno. Vuol dire che è in forma e concentrato: non sarà facile batterlo». Invece di preoccuparsi, però, Valentino sembra esaltarsi di fronte a una sfida tanto avvincente. «Da una parte è anche bello che sia così: sarà lotta vera tra due piloti competitivi». Una tranquillità che, dopo molto tempo, si respira anche nel box della HRC. Hayden, per la verità, da buon americano non ha mai perso il sorriso nemmeno nei momenti più difficili, ma è chiaro che essere secondo, a soli 50 millesimi da Stoner, lo carica di energia positiva. «È il mio miglior venerdì da molto tempo a questa parte - commenta come al solito prodigo di parole - e all'Estoril non ero mai andato così forte: è stata sicuramente una giornata positiva». Nicky, però, non si fa nessuna illusione, sa che il cammino verso il titolo è ancora lunghissimo, al di là dei 12 punti di vantaggio da difendere. «Non è così importante essere davanti a Valentino: in fondo è solo il primo giorno di prove libere e non posso certo togliermi il sonno da qui a domenica per pensare a come battere Rossi. È chiaro che quando rientro al box, guardo in che posizione è, ma sono più preoccupato a fare la mia strada e a cercare di sistemare la moto al meglio. Più che la posizione, conta essere veloce costantemente: di questo, soprattutto, sono soddisfatto».
Lo è un po' meno Rossi, ma i margini di miglioramento sono ampi, come conferma la classifica: Valentino è solamente terzo tra i piloti Yamaha, con il sorprendente Checa con le Dunlop quarto e il compagno di squadra Colin Edwards, generalmente molto più lento di Rossi, sesto: significa che la M1 ha un buon potenziale e che Valentino ha lavorato solo ed esclusivamente per preparare al meglio la gara.
«Dopo le libere del mattino - conferma Vale - mi sentivo bene tanto con la moto quanto con le gomme, mentre nel pomeriggio abbiamo avuto qualche problema, perché assieme alla Michelin stiamo cercando il pneumatico posteriore giusto per la gara, ma la moto è diventata un po' nervosa. Inoltre, a quindici minuti dalla fine, ho avuto un banale inconveniente con la M1 numero uno, che mi ha fatto perdere sette, otto minuti, costringendomi a utilizzare l'altra moto. Così, alla fine, sono ottavo, ma il mio potenziale è sicuramente più elevato. Sicuramente dobbiamo migliorare e anche queste prove hanno confermato che basta pochissimo per ritrovarsi da primo a ottavo».
Lo sa bene anche Loris Capirossi, che dopo essere stato grande protagonista nelle ultime tre gare, è precipitato in dodicesima posizione, girando addirittura più veloce al mattino che al pomeriggio, rallentato da problemi di messa a punto e da gomme Bridgestone un po' in difficoltà su questo tracciato. «Ma il mio compagno di squadra Gibernau - rimane ottimista il pilota della Ducati - è settimo: significa che si può essere competitivi».
È andata peggio a Marco Melandri, scivolato dopo soli tre minuti dall'inizio delle prove pomeridiane, a causa anche della vernice all'esterno della curva numero nove: nonostante la bassa velocità, Marco ha riportato una forte contusione al ginocchio sinistro e un leggero trauma cranico, che ha richiesto una Tac di controllo al vicino ospedale di Lisbona. L'esito, fortunatamente, è stato negativo e oggi Melandri sarà nuovamente in sella alla sua Honda RC211V, anche se non al meglio della condizione fisica. Non è certo stato il modo migliore per festeggiare il rinnovo del contratto con il team Gresini per il 2007.