Da Haydn a Xenakis, 50 concerti "umanitari"

Da novembre a giugno la XXIV stagione di via Daverio,
15 recital gemellati con altri 33 nei comuni dell’hinterland:
non solo suoni, anche parole per capire la pagine eseguite

Un viaggio nella storia della musica colta alla portata di tutti, con tappe negli anni romantici di Schumann e fermate per ascoltare note barocche di Haydn, senza dimenticare le novità del Novecento, da Castelnuovo-Tedesco a Rota, passando per Friedman e Xenakis. In alcuni casi, anche pagine rare e autori poco eseguiti. Benvenuti a “Ideali e idoli”, XXIV stagione concertistica dell’Umanitaria di Milano. In tutto 15 appuntamenti, che sempre sotto lo stesso “cappello” si vanno ad assommare ad altri 33 con repertori decisi e organizzati da una “rete” di nove Comuni dalla provincia - Bovisio Masciago, Cernusco sul Naviglio, Cesano Boscone, Giussano, Inveruno. Lainate, Locate di Triulzi, Rozzano e San Giuliano Milanese – (i programmi sul sito wwwumanitaria.it). La manifestazione “Ideali e Idoli”, che va da novembre agli inizi di giugno (prossimo appuntamento il 9 novembre alla fondazione Ruth di Rozzano con la pianista Gloria Campaner – musiche di Chopin, Wagner, List e Shubert), ha il titolo che si ispira alla raccolta di saggi di Ernst Hans Gombrich. “Questo autore, noto critico e studioso d’arte – spiega Massimiliano Baggio, 47 anni, da un ventennio direttore artistico dell’iniziativa nonché concertista a “quattro mani” con la pianista Cristina Frosoni – sostiene che l’assenza di una qualsiasi scala di valori autentici produce un effetto negativo ai danni della ricerca della verità nell’ambito degli studi umanistici”. E ancora: “Il problema allora è distinguere tra ideali e idoli, una questione che oggi si ripropone in modo pressante dato il vuoto che la società sta attraversando…”. Ogni concerto è come una lezione di storia, nel senso che vengono collegate musica e poesia, suoni e parole, “per portare gli ascoltatori a penetrare e meglio approfondire il clima poetico ed espressivo delle pagine che via via vengono presentate”, continua. Per esempio in un recital pianistico in cartellone prima del concerto vengono lette pagine di diversi autori sulla questione dell’esilio, una questione che “interessò proprio l’autore delle musiche in programma, ovvero il russo Rachmaninov”. Spazio anche alla musica contemporanea e all’approfondimento su strumenti poco conosciuti in versione solistica. “Gli autori dell’avanguardia li proponiamo contestualizzandoli, cioè mostrandoli al pubblico come tappa di un’evoluzione – conclude Massimiliano Baggio – Infine al nostro pubblico, che è molto eterogeneo, spieghiamo la storia e le particolarità di certi strumenti, come il sassofono, le percussioni, la marimba e il vibrafono”.