Hdc, il pm: "Un anno di carcere a Confalonieri" Chiesti 8 anni per Crespi, titolare della società

L'accusa sostiene che nel 1999-2000 Mediaset abbia fornito a Italia 7 Gold programmi a prezzi vantaggiosi e che Crespi pagò Telelombardia e Antenna 3 come "forma di indennizzo". Chieste in totale 18 condanne e una sola assoluzione

Milano - La condanna del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e del parlamentare del Pdl Alfredo Messina, ex manager Fininvest, è stata chiesta dai pm di Milano Laura Pedìo e Roberto Pellicano al termine della requisitoria nel processo per la bancarotta di Hdc, la società di Luigi Crespi, l’ex sondaggista di Silvio Berlusconi, fallita nel marzo del 2004 per 40 milioni di euro. La pena più alta secondo l’accusa tocca proprio a Crespi, 8 anni di reclusione. L’accusa ha chiesto anche la condanna dell’ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, a 3 anni e 6 mesi.

L'accusa L’assunto è che nel 1999-2000 Mediaset abbia fornito a Italia 7 Gold validi programmi a prezzi vantaggiosi, penalizzando Telelombardia e Antenna 3. Questa, lamentando la distorsione di mercato, avrebbe transato prima con un investimento pubblicitario con Crespi e poi con un versamento dall’Hdc di Crespi ad Antenna 3. Crespi avrebbe agito su incarico di Mediaset dietro "fittizio acquisto di spazi pubblicitari". C’è un dialogo intercettato richiamato nella requisitoria in cui Crespi richiama "la storia delle tv locali" e ne reclama la sistemazione in modo che "così anche se questa cosa qui va in mano al peggiore dei giudici....". È Messina, seccato, che lo interrompe: "Perché continua a insistere su ’ sta cosa!?". E quando Crespi asserisce che "l’operazione era stata fatta in due differenti momenti", Messina accenna che solo una era stata richiesta. Dal "Dottore", cioè da Confalonieri nell’ipotesi dell’accusa, per la quale Crespi sarebbe poi rientrato in possesso di 500mila euro pagati da Rti in contratti stipulati con lui o con la sua Ekma Ricerche srl. Il pm Pellicano prima di formulare le richieste ha spiegato: "In questo processo il significato della quantificazione della pena viene ridimensionato fino a diventare quasi simbolico a causa dell’indulto per la maggior parte degli imputati, per i quali la prescrizione arriverà prima della sentenza definitiva".

Chieste 18 condanne I pm milanesi hanno chiesto 18 condanne, a pene comprese tra un anno di carcere e otto anni, e un’assoluzione, al termine della requisitoria del processo sul crack di Hdc. Tra le condanne richieste dai pm ci sono anche i 2 anni di reclusione sollecitati per l’ex amministratore delegato di Publitalia, Fulvio Pravadelli, chiamato in casa da Crespi più volte nella sua difesa. Nell’intreccio di rapporti tra Hdc e Mediaset secondo Crespi stanno le cause del suo tracollo, e l’inventore del contratto con gli italiani presentato da Berlusconi nella trasmissione Porta a porta nel 2001, indica proprio i vertici di Publitalia.