Heidfeld da cineteca Coulthard nonno sprint

nostro inviato a Sakhir

10 e lode a Massa e alla Ferrari. Non ha sbagliato niente. Neppure durante l’infuocata settimana fra Sepang e Sakhir. Ha fatto mea culpa per la partenza, ma ha difeso la sua voglia di sorpasso, calciando via la pressione che diventa enorme se sei un ferrarista reo di aver commesso un errore. Bravo anche nel reggere alla rimonta finale di Hamilton che da debuttante si è trasformato in un veterano delle sorprese: è già la terza volta che stupisce il mondo.
9,5 a Hamilton e alla McLaren-Mercedes. Si diceva del ragazzo: ventidue punti, lassù in classifica con i big del mondiale, lui ormai fuoriclasse come loro in attesa di mantenere fede alla promessa fatta sabato: «Diverrò il Tiger Woods della F1».
5,5 a Raikkonen e alla Ferrari. Kimi è rimasto il solito Kimi solo quando parla: cioè non lo si sente. In pista, pare meno aggressivo, cattivo, risolutivo, la macchina non era a postissimo, e lui ha sbagliato la partenza.
5,5 ad Alonso e alla McLaren-Mercedes. Qualcosa è cambiato: il grande spagnolo che ha sempre triturato i compagni, stavolta stenta. Perché Hamilton è di un altro pianeta, perché Ron Dennis non è Flavio Briatore che un occhio di riguardo per il prodigio asturiano l’ha sempre avuto. In più ci si mette l’assetto della McLaren.
9 ad Heidfeld e alla Bmw. Stavolta neppure l’antipatia cronica che si porta in dota questo paperino tedesco può negargli il refrattario giudizio: è stato bravissimo. Soprattutto, ha dato lezione sorpassando Alonso all’esterno. Da cineteca.
7 a Coulthard e alla Red Bull. Il vecchietto dove lo metto non si sa ha messo invece in pista un festival di sorpassi di tutto rispetto e senza rispetto per i due italiani, entrambi pirlati. Peccato che dopo il secondo stop sia stato tradito da un guasto alla vettura.
6,5 a Trulli e alla Toyota. A punti in una circuito «difficile per noi» ha sempre detto Jarno, vuol dire molto per l’abruzzese davvero ottimo. Sorpasso di nonno Coulthard a parte.
6 a Fisichella e alla Renault. Bravo come Trulli, ma la Renault brutta copia di quella mondiale degli ultimi due anni, resta pur sempre migliore della Toyota squadrata di Jarno.