Hella, la donna da inseguire per una vita intera

Una storia d’amore il cui prologo dura una vita e l’epilogo una notte. L’amore come dono (o forse maledizione) guida la vita di Tommaso, famoso giornalista e presidente di una fondazione scientifica; realizzato nella vita ma tormentato da quella passione per Hella, nata da bambino, quando la spiava, «candida e silenziosa», nel rifugio antiaereo che avevavno condiviso. Una notte, una vita (Mario Caccavale, Mondadori, pag. 154, euro 19) è un romanzo che fonde filosofia, costume, avventura nel racconto di un’Italia (splendidamente descritta) che risorge dalla guerra. E Tommaso ricorda Roma sotto i bombardamenti, i momenti di terrore ma anche personaggi - tratteggiati con caustica ironia - come il ragionier Giacalone un po’ disfattista e un po’ iettatore. Ricorda cronaca e politica narrate con passione ma vissute come uno che sta su questo pianeta per sbaglio. «Avevo fatto il pieno di menzogne», racconta, ma non è avulso dalla realtà. «La verità è che siamo figli del nostro tempo anche quando lo rifiutiamo. Solo i megalomani credono che ci si possa chiamare fuori dal proprio tempo e ripudiare la condizione di suoi figli». Lui vive con quel dolce e doloroso chiodo fisso nella mente. Finché una notte la conquista, ma è quella notte che non ti aspetti; troppo intellettuale, troppo agognata; più che una esplosione di sensi - forse mai avvenuta - è una scontro esistenziale. Hella lo costringe a fare i conti con se stesso e anche con il suo granitico amore per lei. «Cosa pensi di trovare in me che non hanno le altre donne?»; e lui, spiazzato si chiede: «Come prima donna della mia vita mi ha istigato a trasgredire l’ordine naturale delle cose; visto che nulla attrae più del mistero ha invaso la mente e ogni mia cellula». Ma lei la mattina non c’è più e gli lascia un biglietto che comincia: «Ora che ti illudi di avermi conosciuta mi devi dimenticare». E finisce: «Non cercarmi». E lui, confuso, continua a cercare la sua idea di donna. Hella era una persona in carne ed ossa o un artificio? E così - come Robert Redford alla fine di Havana ogni settimana va sulla spiaggia di Key West ad aspettare la sua bella su un battello che non arriverà mai, lui visita il cimitero di Torrita a caccia di ricordi dolci e amari, ossessionato da questo rito «in suffragio della vita vissuta».