Hendrix e il Boss Quando nei cofanetti l’inedito non è doc

Canzoni inedite, versioni alternative dei classici. I fan impazziscono per queste primizie che le major ormai distribuisconoe a mani basse. Attenzione alla parolina magica «inediti»; raramente sono perle, spessissimo sono testi o musiche sovraincisi e incollati fra loro o brani di pessima qualità sonora remixati con furbizia. I Rolling Stones alla nuova versione di Exile On Main Street hanno aggiunto dieci inediti, ma Keith Richards ha preso le distanze dai nuovi pezzi confessando: «abbiamo sovrainciso la voce di Mick e trasformato qualche chitarra acustica in elettrica. Avrei preferito mantenere lo spirito dell’epoca». Per i collezionisti è partito il conto alla rovescia verso il 16 novembre, giorno in cui usciranno i cofanetti The Promise: Darkness of the Edge of Town e West Coast Seattle Boy rispettivamente dedicati a Springsteen e Hendrix. L’attesa sui blog assume ormai i toni dell’impazienza, ma sarà tutto oro quello che luccica? Nel caso di Hendrix ci sono precedenti inquietanti. La famiglia ha saturato il mercato con ristampe incredibili (nell’ultimo Valleys of Neptune la «novità» erano vecchi assolo di chitarra attorno ai quali sono stati costruiti brani nuovi di zecca). Il nuovo cofanetto presenta però un menù interessante, almeno per il dvd autobiografico raccontato dallo stesso Hendrix. O per il primo cd che esalta lo sconosciuto ragazzino che suona un r’n’b edulcorato con Little Richard, gli Isley Brothers, King Curtis e artisti dimenticati da tutti come Ray Sharpe e Jimmy Norman. Gli altri due cd annunciano una valanga di inediti, la maggior parte pezzi noti dal vivo o in versioni «mai sentite» con qualche pezzo di valore come Hound Dog Blues o 1983 acustica. Gli springsteeniani sbavano per The Promise, apologia del Boss in tre cd e tre dvd. Quando incise Darkness aveva in un cassetto altri cento brani (pubblicati negli anni) e ora dice: «Darkness era il mio disco samurai ma ciò che è rimasto fuori è fondamentale». Così oltre al cd originale remasterizzato aggiunge due cd con le «prime» versioni (mai uscite) di Because the Night o la superorchestrata The Promise per un totale di 21 «inediti» però (pare) oggi risuonati e riaggiornati. Aggiunge il dvd che racconta la nascita del disco (già in onda sulle tv Usa), e altri due con quattro ore di suoni dal vivo che spaziano dal 1978 alla esecuzione integrale di Darkness l’anno scorso ad Ashbury Park. Un grande disco, una monumentale riedizione ma non c’è il richio-indigestione?