Henin, il peso piuma che regna al Roland Garros

Lea Pericoli

A Roland Garros ha vinto il talento. Ha vinto la qualità del tennis. Ha vinto «Ju Ju», perchè questo è il nome che, nell'edizione 2006 degli Internazionali di Francia, i parigini hanno voluto regalare a Justine Henin. Esempio perfetto di come si dovrebbe insegnare alle bambine a giocare a tennis anche nell'Era Moderna. Qualità, tocco e talento. Tutto qui. Il risultato è sublime. Lo spettatore rimane ipnotizzato dalla semplicità dei gesti. Nessuno sforzo, nessuna fatica. Solo leggerezza nei movimenti, fatti di arte più che di atleticità. L'unico timore del pubblico è che l'esile creatura che si aggira sul campo possa all'improvviso scomparire, divorata dalle avversarie o dalla fatica. Ma non è così. Ieri, battendo Svetlana Kuznetsova per 6-4, 6-4, «Ju Ju» si è aggiudicata il suo quinto titolo in una prova del Grande Slam e, per la terza volta, ha messo le unghiette sulla coppa Suzanne Lenglen. Nata a Liegi il primo giugno del 1982, Justine è un autentico peso piuma del tennis: è alta 1,67 e pesa solo 55 kg. Ciò dimostra che, grazie al cielo, in questo gioco intelligente i muscoli valgono meno della testa. Il percorso parigino della «reginetta» è stato impeccabile, anche se lei ha ammesso di essere arrivata all’epilogo al limite della fatica: «Mi sentivo stanca. Non riuscivo più a dormire. Ho sofferto il caldo. Per questo oggi ho cercato di costruire la vittoria pensando a conquistare un punto alla volta». Affermazione poco credibile perchè la Henin nel torneo non ha perso un set e non è mai stata spinta a giocare un tie break. «Ju Ju» ha messo in fila Ani Maret, Yakimova, Tathiana Garbin, Myskina, Groenefeld, Clijstersa e, ieri, la Kuznetsova. Quanto alla finale, c’è poco da raccontare. La russa ha due occasioni ma le spreca malamente. La palla del 4 pari nel primo set e una partenza a tutto gas nel secondo, che le concede un vantaggio di 10 punti a zero. Ovvero 2-0 e 30-0 sul proprio servizio. Un quarto d'ora più tardi, le avversarie si trovano due giochi pari. Nella classifica mondiale non cambia la gerarchia. Al vertice rimane Amelie Mauresmo, n.2 Clijsters, n.3 Henin. Prossimo appuntamento sull’erba di Wimbledon.
Oggi Roland Garros chiude con la grande sfida tra Roger Federer e Rafael Nadal. Era ciò che volevamo, l'emblema del successo di un torneo. È un classico. Presentato così da Nadal: «Se non fosse mio avversario, farei il tifo per Federer». Alla voce «classe», lo spagnolo è già in vantaggio.