La Henin regina d’America E il tennis ritorna un’arte

Chi ama il tennis non può che esultare per la strepitosa vittoria di Justine Henin negli US Open. La piccola talentuosa giocatrice belga ha vinto in maniera devastante il suo settimo Grande Slam. Justine non ha lasciato via di scampo a Svetlana Kuznetsova, concedendole in totale 4 game. Saldamente posizionata al primo posto della classifica mondiale la Henin non ha avuto un tabellone facile eppure è stata capace di vincere senza perdere un set. I risultati di quindici giorni di battaglie tennistiche parlano chiaro. Ecco i nomi delle sue vittime: Gorges (6-0,6-3), Pironkova (6-4,6-0), Makarova (6-0,6-2), Safina (6-0,6-2), Serena Williams (7-6,6-1), Venus Williams (7-6,6-4) e Kuznetsova (6-1,6-3).
Sono due gli aspetti positivi del trionfo americano che bissa il suo successo al Roland Garros. Il primo riguarda la vita sentimentale di questa giovane donna dall’aria fragile che si è vista costretta a ricostruirsi la vita superando i problemi di un brutto divorzio. Il secondo è frutto di una mia considerazione personale. Con Justine al vertice, il tennis classico, intelligente, estroso e non picchiato conferma i suoi antichi valori. Che bello avere in giro per il mondo tante giovani copie a sua immagine e somiglianza. Che meraviglia trovare dei coach finalmente costretti a capire che giocare a tennis non significa soltanto spintonare brutalmente l’avversaria fuori dal campo. Il tennis di Justine è arte. L’arte della volée, della palla corta e di un altro colpo smarrito: il lob.