Hera divisa tra Iride e Acea

La società emiliana si concede 2 settimane per la scelta del partner

da Milano

Hera si concede ancora due settimane di tempo prima di scegliere la sua futura sposa tra Iride, ex municipalizzata di Genova e Torino, e la romana Acea. Il patto di sindacato della multiutility dell’Emilia Romagna ha infatti conferito all’unanimità mandato al presidente della società, Tomaso Tommasi di Vignano, per avviare colloqui con entrambe le società e riferire entro il 31 luglio sugli esiti dei negoziati. Per quella data è infatti già stata convocata una nuova riunione del patto in cui 163 comuni dell’Emilia Romagna, capeggiati da Bologna, blindano il 51% del capitale. E in quella sede Tommasi di Vignano dovrà sciogliere gli ultimi dubbi su chi, tra Iride e Acea, offra le migliori prospettive di integrazione dal punto di vista industriale. Romani e bolognesi creerebbero il campione italiano nella gestione dell’acqua e dei rifiuti, con una capitalizzazione di mercato di 6,2 miliardi di euro. Mentre il valore di aggregazione con i Genovesi sarebbe di 5,5 miliardi euro.