Hera, Iride ed Enia: intesa per una multiutility da 5,3 miliardi di valore

Sarà seconda solo ad A2A, unendo Torino e Genova alle città emiliane

da Milano

I vertici operativi di Hera, Iride ed Enia, nell’incontro svoltosi ieri a Piacenza, hanno trovato un’intesa sulla lettera d’intenti, da sottoscrivere nei prossimi giorni, che prevede il passaggio alla fase negoziale con l’obiettivo di fondere le tre multiutility del Nord Italia (Bologna-Ferrara-Modena, con Torino-Genova e Reggio-Parma-Piacenza). «I vertici hanno concordato il testo della lettera di intenti, che regolerà la negoziazione, finalizzata al noto processo di reciproca integrazione. La lettera sarà sottoscritta nei prossimi giorni, dopo il completamento delle opportune verifiche», dice un comunicato congiunto. «L’intesa è stata trovata sulla lettera d’intenti che i manager hanno condiviso. Per la firma mancano solo alcune verifiche che saranno approntate nei prossimi giorni», ha spiegato una fonte vicina al dossier. L’accordo prevede che si avvii la procedura per realizzare una fusione a tre, dando vita a un gruppo con una capitalizzazione da circa 5 miliardi di euro che in Italia si posizionerebbe alle spalle di A2A (Milano-Brescia).
Fuori dalla partita la romana Acea, a questo punto i riflettori sono puntati sulle modalità con le quali arrivare al merger, che ancora non sono state definite. Bisognerà nominare gli adviser e condividere un piano di integrazione a tre che presenta non poche difficoltà.
Iride è controllata al 58% da Finanziaria Sviluppo Utility, holding paritetica fra i comuni di Torino e Genova. Enia è invece controllata per circa il 62% dai comuni delle province di Reggio, Parma e Piacenza. Quanto a Hera, il patto di sindacato fra i comuni di Bologna, Ferrara, Modena e della Romagna, ne controlla il 58% del capitale. A Piazza Affari i titoli sono andati tutti bene, specie Iride (+6%) ed Enia (+6%).