Hera-Meta, fusione da 1,8 miliardi di fatturato

Sì degli azionisti. Dal 31 ottobre al 22 novembre l’Opa sul flottante

da Milano

Via libera delle assemblee societarie alla fusione di Hera (la società quotata in Borsa che riunisce le ex municipalizzate di Bologna, Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Imola-Faenza e Ferrara) con Meta Modena, anch’essa quotata: nasce un gruppo da 1,8 miliardi di fatturato che opera nel settore elettrico, dell’acqua e dei servizi ambientali con sinergie previste intorno ai 160 milioni e un margine operativo lordo di 360. L’atto di fusione verrà sottoscritto il 29 novembre con un concambio di 1,286 azioni Hera per ogni azione Meta: il gruppo di Bologna ha già varato ieri un aumento di capitale al servizio del concambio.
L’accordo prevede anche il lancio di un’Opa da parte di Hera sul 29% del capitale di Meta, dal 31 ottobre al 22 novembre. Gli azionisti avranno la possibilità di aderire all’Opa, al prezzo di 2,825 euro per azione, oppure di esercitare il diritto di recesso dal 1° gennaio a 2,77 euro, con una quotazione del titolo che ieri era però a 2,92 euro. La differenza tra il prezzo dell’Opa e la quotazione di ieri è dovuta al fatto che il livello dell’offerta è stato stabilito già da qualche tempo: da allora la Borsa ha premiato la decisione di fondere le due società.
Resta da definire la governance: il consiglio del nuovo gruppo avrà un cda che passa da 14 a 18 componenti, di cui 3 nuovi nominati dagli azionisti pubblici di Meta e un indipendente, cui toccherà anche il ruolo di vicepresidente. Presidente sarà Tomaso Tommasi di Vignano, amministratore delegato Maurizio Chiarini, entrambi con casacca Hera, mentre il candidato più papabile alla vicepresidenza è Giulio Sapelli, attuale presidente di Meta.
Modena avrà il compito del Coordinamento delle reti elettriche e la divisione Ingegneria grandi impianti.