Hernanes e Floccari: Lazio davanti a tutti ma non per caso

Il brasiliano trascina ancora i biancocelesti. La squadra di Reja respinge l’assalto milanese

Ultima in classifica. Alla squadra viola non accedeva da quasi 33 anni, campionato 1977-’78. Allora la Fiorentina, benché impreziosita dal 23enne Antognoni, raggiunse la salvezza solo all’ultimo turno grazie alla migliore differenza-reti dopo un triplice turn-over in panchina: da Mazzone a Mazzoni a Chiappella. Un’onta sconosciuta anche nelle stagioni concluse con la retrocessione in B. Bastano questi particolari per sottolineare il peso di una realtà che aveva preso le mosse nella scorsa primavera con il divorzio annunciato di Prandelli. L’inutile vittoria sul Bayern Monaco in Champions League ha rappresentato l’ultimo squillo di tromba. Da quel momento le delusioni si sono sommate con cadenze regolari: 3 punti nelle ultime 7 partite dello scorso campionato, 5 nelle prime 7 di questo, in totale 8 punti in 14 turni. Disastrosi anche i dati sui gol in questo lungo periodo: 12 fatti, 20 subiti. Così si va dritti in B. È emergenza da bollino rosso. Ne tengano conto i fratelli Della Valle e il ds Corvino che in giornata esamineranno la posizione alla luce delle ultime prestazioni.
Il problema non riguarda solo la conferma o meno di Mihajlovic che ha sbagliato sul piano tattico e comportamentale, ma s’è anche trovato in mezzo a uno tsunami. Gli infortuni e le squalifiche hanno fatto il resto. A Marassi il tecnico serbo è stato costretto a schierare Santana in mezzo al campo per la contemporanea assenza di quattro centrocampisti (Montolivo, Zanetti, Bolatti e D’Agostino) e, già nel primo tempo, ha dovuto fare i conti con l’ennesimo guaio muscolare di Vargas. Più sfortuna di così! Attenzione, però. Gli alibi di giornata possono solo mitigare la sconfitta con la Sampdoria, maturata nel finale grazie agli strepitosi interventi di Frey su Pazzini e Cassano. Di ben altro spessore sono i motivi di un malessere ormai cronico. Nell’ordine: 1) gli acquisti sbagliati, 2) la presunzione di poter fare a meno di Mutu e Jovetic, 3) la preparazione atletica, 4) lo spogliatoio spaccato dalle dichiarazioni di Mihajlovic, 5) le nocive diatribe con le istituzioni sugli investimenti annunciati dalla proprietà. Fate un bel cocktail con questi ingredienti, e vi ritroverete una squadra clamorosamente e meritatamente in fondo alla classifica, priva di identità tecnica, con il morale sotto i tacchi. L’anticipo di sabato sera con il Bari, in programma a Firenze, rappresenta fuor di retorica l’ultima spiaggia per Mihajlovic che, sul piano tattico, potrebbe rifarsi all’ultima Juventus.