Hernanes lancia la volata Champions della Lazio

Roma Una notte al quarto posto, in attesa della risposta delle avversarie. La Lazio si concede 35 minuti di «letargo» più mentale che fisico («eravamo molto contratti», dirà Reja alla fine), poi la scossa e la pratica Genoa viene chiusa in maniera perentoria grazie a Rocchi (dopo otto mesi in gol, ma da cinque non più titolare) e alla prima doppietta in A di Hernanes. La volata Champions è lanciata e le speranze biancocelesti sono legate alle rivali di giornata delle dirette concorrenti. «Non mi piace gufare, ma ora mi siederò in poltrona e aspetterò notizie, altro non posso fare. Io ho fiducia in Catania e Chievo», così l’allenatore biancoceleste. Che sulla partita di ieri aggiunge: «Rischiavamo di buttare un’intera stagione, c’era la paura in settimana di aver perso tutto. Poi abbiamo fatto il nostro dovere e ci crediamo fino in fondo, anche se a Lecce sarà dura».
Nell’afoso pomeriggio dell’Olimpico si inizia con i fischi del pubblico laziale all’indirizzo del tecnico goriziano - i tifosi invocano anche l’ex Simeone - e dai cori contro Lotito. «A Firenze vacce te», l’urlo della Nord riferito alla scelta del patron caduta sul Franchi come stadio per l’Europa, non potendo avere dal Coni il via libera per l’uso dell’impianto romano a causa del debito di 2 milioni di euro. E dopo il gol dell’ex Biava (che non festeggia), nella Lazio si spegne improvvisamente la luce. Imbarazzante la squadra di Reja che lascia l’iniziativa a un Genoa che bada più al possesso palla e trova un gol con Palacio (viziato dal netto fuorigioco di Rossi).
I fischi che accompagnano l’ingresso negli spogliatoi di Zarate e compagni svegliano i biancocelesti che nei primi 20 minuti della ripresa trovano il bel gol di Tommaso Rocchi (aggancio sul lancio di Ledesma e tocco di esterno, ultima rete al Bologna il 12 settembre 2010) e la doppietta del brasiliano Hernanes. Il primo cannoniere laziale ad arrivare in doppia cifra (11 reti, esattamente come Nedved, finora il miglior centrocampista straniero dei biancocelesti a livello realizzativo). «Un po’ addormentati nel primo tempo? Dopo aver perso tre partite di fila, succede di essere in disarmo e non riesci a dare il 100% - così il brasiliano -. Poi nell’intervallo ci siamo detti che dovevamo cambiare anima. Ora aspettiamo le altre. Il mio futuro? Ho un contratto di 5 anni, a Roma sto bene». Ballardini si dà invece la sufficienza per questa stagione: «Abbiamo fatto un’ottima annata, siamo contenti. Se mi confermerei? No, perché non decido io ma il presidente».