Hewitt «segrega» la figlia per i soldi dell’esclusiva

Contratto milionario con una rivista. E in piena estate la bimba gira imbacuccata

Zelio Zucchi

Gli affari sono affari o, come dicevano i latini, pecunia non olet, il denaro non ha odore: sembra essere questa la filosofia di Lleyton Hewitt, il tennista australiano numero sei al mondo, e di sua moglie, l’attrice Bec Cartwright, considerato che i due in questo momento arricchiscono e non poco il budget familiare - certo non tra i meno ricchi nemmeno nella ricca Australia - sfruttando le immagini di Mia, la loro figlioletta di due mesi. Una vicenda che assume a tratti connotati di cinica comicità.
La storia è semplice: quando Lleyton e Bec (lei in avanzato stato di gravidanza) si sposarono a luglio, le nozze faraoniche, celebrate con sfarzo incredibile e dubbio gusto nella famosa Opera di Sydney, ebbero sugli australiani una presa ancor maggiore di quella che movimentò Roma per il matrimonio di Totti con la sua Illary. La rivista «Women’s day» (il giorno della donna), pensando a un grosso affare, acquistò in esclusiva la foto del matrimonio: una cifra milionaria (in dollari) garantiscono i giornalisti pettegoli di Sydney.
Il contratto aveva una clausola che si sarebbe rivelata galeotta perché riservava alla rivista il diritto di esclusiva anche sulle fotografie della figlia, ormai in arrivo, per il suo primo anno di vita.
Tutto pacifico? Nemmeno per sogno. I paparazzi, che non mancano nemmeno in Australia, cominciarono a pedinare la piccola famiglia Hewitt, sperando di riuscire a rubare «uno scatto», come si dice in gergo. Ciò avrebbe fatto e farebbe ancora saltare l’accordo di esclusiva e i relativi milioni di dollari.
Preoccupati soprattutto del bilancio familiare, Lleyton e Bec hanno costruito attorno alla piccola Mia una vera muraglia di protezione, fatta di guardie del corpo professioniste, abituate ai modi spicci e coordinate da Jaslyn, la sorella di Hewitt che lo scorso anno abbandonò i campi da tennis per la verità senza suscitare molti rimpianti: non era mai entrata nelle prime 500 del mondo.
Quando Hewitt, qualche giorno fa, giocò il torneo di Adelaide Mia venne chiusa in una stanza d’albergo con i vetri scuri per evitare qualche «scatto» galeotto. Ciò si è ripetuto anche a Melbourne. In mezzo, un trasferimento aereo da Adelaide a Melbourne organizzato e condotto in stile «star del rock». Con arrivo in un piccolo aeroporto protetto da agenti della sicurezza, con automobili dotate di vetri non antiproiettili, ma schermati.
Qui a Melbourne la bella Bec può assistere agli incontri del marito soltanto quando Mia è con Jaslyn, nascosta in albergo. Salvo un’occasione, in cui la piccola è giunta al campo di gioco nelle braccia della mamma e imbacuccata come se si fosse al Polo nord e non i piena estate australiana.
Pare che tutto questo non sia bastato: «New Idea» ha pubblicato due foto della piccola. Per la verità, le foto ritraggono un fagotto informe e un piccolo spicchio di viso: che sia davvero quello di Mia?