Hezbollah lancia nuovi missili a lunga gittata

Andrea Nativi

«La battaglia ha preso una nuova direzione». Con queste parole Hezbollah ha confermato la temuta svolta della campagna di bombardamento di Israele con razzi con gittata e caratteristiche sempre più micidiali. Sono forse cinque i razzi pesanti che hanno raggiunto la città di Afula, a 45 chilometri dal confine con il Libano. E Israele si aspetta di peggio, razzi più potenti e pesanti, capaci di battere bersagli fino a 200 chilometri di distanza.
Il ministero della Difesa israeliano non ha ancora confermato quali ordigni sono caduti su Afula, ma è probabile che le armi impiegate dalla guerriglia siano i Fajir-3, di fabbricazione iraniana, già utilizzati in precedenza. Sono razzi calibro 240 mm, lunghi oltre 5 metri, pesanti 407 chili e con una testa di guerra ad alto esplosivo a frammentazione di 90 chili. Si potrebbe anche trattare dei più grossi Fajir-5.
Gli esperti israeliani stanno cercando di determinare se i razzi sono stati sparati da una sola rampa mobile, montata su autocarro, o se si è invece trattato di un attacco coordinato di più lanciatori. Aerei ed elicotteri hanno condotto una caccia serrata ai lanciatori, per distruggerli prima che potessero essere nascosti e poi riutilizzati, ma a quanto pare senza esito. Come è già accaduto in passato, i razzi non hanno provocato particolari danni o vittime, perché sono armi non guidate che procedono con traiettoria balistica. È probabile che Hezbollah utilizzi terminali Gps portatili per determinare la posizione precisa del lanciatore e calcolare quindi alzo e brandeggio della rampa per raggiungere il bersaglio prescelto. Ma tirando al massimo della gittata (le rampe non possono essere avvicinate troppo al confine) la precisione non può che essere minima.
Contro razzi di questa classe Israele è senza difese, l’unica speranza consiste nel riuscire a scoprirli e distruggerli prima del lancio. Ma è un’impresa difficile. Israele sta lavorando ad un nuovo sistema di difesa in grado di intercettare e colpire in volo i razzi di grosso calibro con gittata compresa tra i 40 ed i 200 chilometri, ma non sarà disponibile prima di un lustro. Per rispondere all’emergenza si sta cercando di adattare al nuovo ruolo i sistemi antimissile già disponibili: le due batterie dotate di missili antimissile Arrow II e le 6 batterie armate con il missile Patriot PAC-2. Questi missili sono in realtà progettati e destinati a contrastare missili a lunga gittata, dai 300 chilometri in su, ma sono in corso interventi urgenti sul software del sistema di controllo del tiro e dei missili per consentirgli di ingaggiare anche razzi a lunga gittata. Almeno i temibili Zelzal 1-2 accreditati di una gittata di 120-200 chilometri e magari i Fajir-5 da 75 chilometri. Su sta anche lavorando per un possibile impiego dei missili antiaerei I-Hawk, che però non sono particolarmente adatti a questo ruolo.
Combattere i razzi è complesso perché l’apogeo della traiettoria è relativamente basso sull’orizzonte, quindi la scoperta dell’ordigno avviene con un certo ritardo e c’è pochissimo tempo per tentare l’intercettazione, con il razzo che è già in picchiata sul bersaglio. La vera difesa contro i razzi rimane quella preventiva: impedire che vengano lanciati.