Hezbollah: in rete le foto dei resti dei soldati uccisi

Le raccapriccianti immagini in un sito in ebraico aperto dal Partito di Dio

Adesso orrore e obbrobrio non sono più soltanto fiato e parole, ma scempio e raccapriccio digitale. Da ieri braccia, piedi, teste e altri miseri resti dei caduti israeliani nel Sud del Libano sono in mostra su internet. Hezbollah rispettando le indicazioni del segretario generale Hasan Nasrallah, deciso a scambiarli con prigionieri e altri cadaveri, ne espone le foto su internet. Una macabra sequela di immagini su un sito, appena inaugurato, tutto in ebraico e dunque dedicato al pubblico israeliano. Un sito di sprezzante propaganda studiato per seminare angoscia e smarrimento tra parenti e connazionali di quei frammenti d’uomo, di quei caduti di guerra trasformati in carne e ossa da baratto. «Queste immagini - spiega la scritta in ebraico sopra le fotografie - sono esempi di quel che abbiamo, le presentiamo a dimostrazione di quanto esposto dal segretario generale Hassan Nasrallah».
Sabato scorso il leader del Partito di Dio, ricomparso in pubblico dopo un anno e mezzo, aveva lanciato il primo raccapricciante messaggio. «Abbiamo - aveva detto - le teste, le mani e anche un cadavere quasi intatto dalla testa all’addome, l’esercito israeliano s’è lasciato dietro i resti di molti soldati». Il sito in ebraico utilizzato da Hezbollah per esibire quei rimasugli di cadaveri, divise ed effetti personali, si rivolge ai genitori dei caduti e accusa Israele di aver «deliberatamente tenuto nascosto il destino dei loro figli». La spietata campagna propagandistica del Partito di Dio punta a dividere l’opinione pubblica israeliana e a mettere in difficoltà il governo di Ehud Olmert in concomitanza con l’imminente pubblicazione del rapporto finale sulla guerra dell’estate del 2006.
Il documento preparato dalla cosiddetta commissione Winograd punterà il dito sugli errori e sulle incertezze del governo che determinarono gli insuccessi della guerra ad Hezbollah. Il governo israeliano ha già detto di non aver alcuna intenzione di trattare con il “macellaio Nasrallah” e domenica alcuni ministri indignati ne hanno proposto l’immediata eliminazione. La posizione è pienamente condivisa dal padre del sergente maggiore Ron Mashiah che, dopo aver visto la medaglietta con il nome del figlio esposta sul sito, ha chiesto al governo di guardarsi bene dal trattare. «La nostra sola speranza è che Nasrallah abbia ciò che gli spetta, leviamoci i guanti e facciamolo fuori».