Hickstead, fatalità imprevedibile

Il campione di salto ostacoli era perfettamente sano.<br />Esclusa ogni ipotesi di doping da parte del Veterinario Massimo Castagnaro<br />che, a seguito dell'autopsia, conferma la rottura dell'aorta come unica causa del decesso.

A Fieracavalli è morto un campione, un cavallo che da oltre 5 anni è protagonista indiscusso del salto ostacoli, un fuoriclasse che è già entrato nella storia dell'equitazione mondiale.

Domenica pomeriggio, una triste disgrazia ha colpito una manifestazione che ha riscosso un enorme successo e che ha soddisfatto le attese di tanti visitatori e degli operatori del settore.

Questo evento ricorda la recente morte fulminea di Marco Simoncelli sul circuito della Malesia, o ancora, il drammatico incidente avvenuto nel corso dell'ultimo Giro D'Italia dove ha perso la vita Weylandt, un giovanissimo corridore belga.

Ma lo sport prosegue, deve proseguire. Secondo il mio parere sarebbe potuto proseguire anche a Verona.
La scelta del management di Fieracavalli è assolutamente comprensibile e condivisibile sebbene le opinioni siano molto contrastanti.

La coscienza civile della società impone che di fronte alla morte ci si fermi.

Tuttavia se da un lato la morte in diretta di Marco Simoncelli ha decretato l'esposizione della bandiera rossa e la cancellazione del gran premio, dall'altro lato l'incidente di Thumbnail Wouter Weylandt non ha interrotto la tappa del Giro d'Italia.

Io sono fermamente convinta che chi pratica sport ad alti livelli sia pienamente cosciente dei rischi che corre.
Chi va in pista si assume tutte le responsabilità che derivano dalla pratica di uno sport più o meno pericoloso, compresa quella che si possa perdere la vita. Sono quindi tra quelle persone che ritiene che gli incidenti gravi e la morte non debbano interferire con le dinamiche della gara.

E' giusto portare rispetto per la morte di un grande atleta ed è doveroso osservare minuti di silenzio e di raccoglimento sul campo.
Ma è altrettanto giusto, e segno di rispetto, proseguire e terminare la gara con la giusta sensibilità e il cordolio che ne derivano.

La morte di Hickstead è stata un evento imprevedibile. 

Il Dott. Massimo Castagnaro, ordinario di Patologia generale e anatomia patologica veterinaria all'università di Padova, al termine dell'autopsia ha parlato di cedimento strutturale imprevedibile, per quale non si sarebbe potuto fare nulla.

Lo stallone baio ha subito una lacerazione di 4 centimetri della base dell'aorta che ha provocato il decesso immediato: «La rottura dell'aorta nel suo primo tratto ha provocato la fuoriuscita di sangue che si è accumulato nel pericardio, la membrana che avvolge il cuore, causando una compressione del muscolo cardiaco».

«Il cavallo, per il resto, era sanissimo», conclude il veterinario escludendo qualsiasi tipo di trattamento con sostanze vietate o doping.

«Dopo la morte, come prevede il regolamento della FEI, avevamo comunque effettuato il prelievo antidoping, che è stato spedito ai laboratori inglesi e il cui risultato sarà disponibile nei prossimi giorni», aggiunge Roberto Busetto, professore ordinario di Clinica chirurgica alla facoltà di Medicina veterinaria dell'ateneo padovano.

Proprio ieri la redazione del Portale del Cavallo ha ricevuto un comunicato stampa della LAV sul quale vorrei fare alcune considerazioni. Per correttezza riporto il titolo di seguito:

VERONA, FIERACAVALLI: TRAGICA MORTE DEL PUROSANGUE HICKSTEAD
LAV: “Richiesti accertamenti sul corpo. Ora basta con queste corse all’inferno”
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La redazione del Portale del Cavallo da sempre ampio spazio alle comunicazioni della LAV Settore Equidi ma questa volta le accuse di doping e di sfruttamento dei cavalli non sono assolutamente pertinenti con quanto successo a Verona.

Condivido a pieno le accuse della Lav contro chi sfrutta i cavalli trattandoli come macchine da corsa, infatti da anni Il Portale del Cavallo porta avanti una grande campagna di sensibilizzazione alle tematiche di doping, sfruttamento e ricollocazione dei cavalli a fine carriera.
E' giusto spingere alla riflessione su questi argomenti ma senza puntare il dito su eventi o fiere dove il benessere del cavallo è assolutamente in primo piano.

Hickstead non ha avuto una carriera-lampo, come accade a chi fa uso di determinate sostanze più o meno tossiche, anzi era sulla cresta dell'onda da molti anni. I successi indiscussi li ha meritati da solo e non grazie a pastiglie o punture.
Durante questi anni di gloriosa carriera, peraltro, è stato sottoposto a oltre dieci controlli e non è mai risultato positivo.

Vorrei chiudere l'articolo ricordando Hickstead in queste recenti foto trionfatore indiscusso a piazza di Siena 2011 con Eric Lamaze, immagini recuperate dall'archivio articoli del Portale del Cavallo.

Un caro saluto a questo grande campione.

Eleonora Origgi
redazione il Portale del Cavallo