Hiddink nasconde l’Australia: «Voi favoriti, come in Corea...»

Il ct che ci ha eliminato dall’ultimo mondiale ci riprova con un’altra squadra: «Da allora è cambiato quasi tutto, tranne il pronostico»

Federico Ferri

da Ohringen

Socceroos, non wallabies. Coppa del Mondo, non Tri nations. Calcio, non rugby. Almeno per una sera, anzi da un mese a questa parte. L'Australia ha definitivamente scoperto il calcio, la partita contro gli azzurri è la porta d'ingresso per il calcio dei grandi, comunque riconquistato dopo trent'anni senza Mondiale. Stavolta tutti gli australiani con il prefisso davanti (croato-, anglo-, italo-australiani, per citarne solo alcuni) sapranno da che parte stare. Non da quella dei nonni, dei genitori. Ma dalla parte dell'Australia. Che però per arrivare al traguardo storico degli ottavi di finale contro una grande potenza - stasera vedremo quanto grande - ha dovuto affidarsi all'allenatore più giramondo, colonizzatore olandese del pallone, Guus Hiddink. Il quale si affida a un preparatore atletico nato a Villa San Giovanni, provincia di Reggio Calabria. Si chiama Anthony Crea, 32 anni, da bambino giocava nel Sydney Marconi con Christian Vieri, che poi però ha scelto l'Italia al contrario di Vincenzo Grella e Mark Bresciano, che stasera giocheranno contro la squadra per la quale hanno tifato da bambini, quando l'Australia non andava ai Mondiali.
«Questo gruppo farà strada, raramente ho trovato dei ragazzi così pronti ad assorbire qualunque insegnamento», spiega Hiddink che, comunque andrà a finire in Germania, ha già firmato un contrattto con la Russia in esclusiva, e non in coabitazione come è avvenuto fino ad ora tra Australia e Psv Eindhoven. Quella di stasera, dunque, potrebbe essere l'ultima partita di Guus alla guida dei Socceroos. Ma il precedente di quattro anni fa con Hiddink alla guida della Corea suggerisce di andarci piano. «Rispetto a quella partita - spiega il ct - è cambiato tutto, in particolare l'Italia. C'è un altro allenatore, ci sono altri giocatori, anche se alcuni sono rimasti. Ma di certo, ora come allora, gli azzurri sono favoriti. E la mia squadra no». Underdog, dicono gli australiani. La situazione migliore per Hiddink, che nel ricordare il precedente nippocoreano lascia in sospeso la seconda parte della frase: sfavoriti sì, ma avete visto come è andata...
Anche Lucas Neill, centrale e bandiera dei socceroos, si accoda e definisce la sfida contro l'Italia come quella di Davide contro Golia. E per vincere, Davide - in questo caso l'Australia - deve usare le armi della prestanza atletica, della corsa, del pressing a centrocampo. Come hanno fatto gli Stati Uniti, dice Hiddink. In realtà tecnicamente l'Australia è decisamente superiore agli americani. Nell'ultimo allenamento prima della partenza per Kaiserslautern il ct ha nascosto la formazione, a parte una sola certezza: in porta ci sarà Schwarwer e non Kalac, bocciato dopo la papera contro la Croazia. L'inserimento di Wilkshire al posto dello squalificato Emerton darà più equilibrio alla difesa, con i due centrali bloccati - e coperti a centrocampo da Grella e Culina - e i due esterni che spingono. Mistero intorno al recupero di Popovic, che si è allenato e potrebbe essere disponibile ma solo all'ultimo minuto, togliendo ogni dubbio a Hiddink sulla difesa a tre. Bresciano favorito su Sterjovski, Kewell non è al massimo, ma ci sarà. E chi se la perde, una partita così?