Hiddink vince anche con i canguri

L’ex ct della Corea azzecca due cambi e nel finale «stritola» il Giappone. Due clamorose sviste dell’arbitro egiziano El Fatah che a fine match chiede scusa

Sono passati quattro anni dal miracolo coreano, ma il feeling tra Guus Hiddink e il mondiale sembra non essersi assolutamente raffreddato. L’esordio vincente dell’Australia porta in calce la firma dell’olandese giramondo: due cambi azzeccati e il Giappone «brasiliano» di Zico si scioglie nella canicola di Kaiserslautern.
Eppure, l’inizio di partita aveva raccontato un’altra storia. I giapponesi a irretire con un ottimo possesso palla i giganti australiani, l’arbitro egiziano Essam Abd El Fatah, emulo del famigerato Moreno, a gelare con un errore grossolano (gol irregolare di Nakamura convalidato, con tanto di scuse del direttore di gara nel dopo-partita) l’entusiasmo dei wallabies del calcio, un portiere, Kawaguchi, pronto a neutralizzare ogni iniziativa di Viduka e compagni. Ce n’era abbastanza per arrendersi al destino. Hiddink, però, decide di aggrapparsi alla panchina e pesca due jolly.
Tim Cahill, entrato al posto dell’italiano Bresciano, è il vero eroe di giornata. Due gol in 5’ (84’ e 89’) che ribaltano la situazione e schiantano gli uomini di Zico. Non bastasse, a chiudere i conti, in pieno recupero, dopo un’altra topica dell’arbitro che nega un rigore solare al Giappone, ci pensa l’altro panchinaro John Aloisi.
Secco 3-1 e Hiddink di nuovo sulla ribalta del mondiale, come in Corea, come se il tempo si fosse fermato.