High Tech, università e giardini: il futuro di Genova comincia qui

(...) hanno garantito il sostegno economico - ancora da quantificare nell’importo finale - del governo all’iniziativa. Che prevede entro il 2011 la realizzazione di un primo settore dove si insedierà Ericsson Telecomunicazioni con mille addetti: i cantieri sono cominciati una decina di giorni fa. Lì si trasferiranno subito dopo anche la facoltà di Ingegneria e i laboratori del Cnr. L’obiettivo è quello di creare le condizioni affinché arrivino anche molte altre aziende e si crei sinergia tra l’università e il mondo imprenditoriale. Il promotore dell’iniziativa, che vedrà un investimento complessivo da parte di privati di un miliardo di euro in dieci anni, è «Leonardo Technology», fondata nell’ottobre del 2005 e azionista di maggioranza di «Genova High Tech» con il 67 per cento circa di capitale. Le altre azioni di GHT sono in proporzioni diverse di una cinquantina di imprenditori del settore che insieme a Carlo Castellano, presidente di GHT, hanno creduto nell’iniziativa. I soci di Leonardo Tecnology sono Prometeo srl del Gruppo Rasero, la Nuova Erzelli srl (partecipata al 40 per cento da Banca Carige, al 32 da Prometeo e al 28 per cento dalla Talea spa), Intesa San Paolo e una sua società partecipata, Euromilano Spa.
Inoltre la Banca europea degli investimenti ha manifestato interesse al progetto e sta valutando un finanziamento consistente che verrebbe veicolato attraverso la Carige.
Il parco di 446mila metri quadrati, ne avrà 200 di area verde aperta al pubblico, la facoltà di Ingegneria ne occuperà 90mila, le aziende high tech 208mila, mentre residenze, servizi e spazi commerciali ne avranno 113mila. È previsto che a regime nell’area lavorino diecimila persone, e vivano mille famiglie oltre alla popolazione studentesca, circa 5mila ragazzi.
«Qui nasce una prospettiva sulla ricerca di cui il Paese ha bisogno», ha detto Scajola, ricordando come «l’Italia è indietro nei finanziamenti per la ricerca soprattutto per quanto riguarda gli investimenti privati». Ma qui si volta pagina. Il presidente della Regione Claudio Burlando ha ricordato come «in Liguria ci sono solo due aree dove il governo può aiutare la grandissima impresa e una è Erzelli, quindi ben vengano gli aiuti alle imprese che vogliono scommetterci».
La speranza è che in breve tempo Genova possa fare da catalizzatore per le imprese high tech anche straniere che vengano ad investire nel capoluogo ligure. «Realizzare la ricerca e praticarla in concreto è la miglior misura anticrisi che il governo possa mettere in campo», ha detto il ministro Gelmini annunciando che il progetto genovese sarà parte del programma nazionale di ricerca che il governo sta portando avanti con Confindustria. Il ministro, arrivato in ritardo, di corsa, è entrata da una porta laterale e non ha incontrato il gruppetto di manifestanti che l’attendevano fuori da Palazzo Spinola. Ieri, alla firma del protocollo d’intesa, in prefettura a Genova c’era tutta la Genova istituzionale: oltre alla padrona di casa, il prefetto Anna Maria Cancellieri, anche il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il magnifico Rettore Giacomo Deferrari, la preside di Ingegneria Paola Girdinio, il senatore Sandro Biasotti e Giorgio Bornacin del Pdl e molti altri. Unica assente la sindaco Vincenzi, che ha inviato in rappresentanza l’assessore Mario Margini, visto che, proprio in un giorno così importante per Genova, aveva un impegno a Bruxelles.