Hillary apre all’Iran e fa pace con la Russia

DIFFIDENTI La nuova apertura a Est supera l’ostilità di Lituania e Repubblica Ceca

L’America ricuce con la Russia, trascinando con sé la Nato, ed era previsto, ma anche con l’Iran ed è una sorpresa, soprattutto per i tempi. La Clinton vorrebbe sedersi al tavolo con l’omologo di Teheran già il 31 marzo per parlare di Kabul.
Ma iniziamo dal vertice dei ministri degli Esteri della Nato, svoltosi ieri a Bruxelles, per la prima volta con il nuovo segretario di Stato americano Hillary Clinton. Ed è stata proprio l’ex first lady a dare il tono alla riunione: «È tempo di andare avanti - ha debuttato - Dobbiamo trovare i mezzi di lavorare in modo costruttivo con la Russia nelle aree di comune interesse, in particolare per aiutare il popolo afghano». E allora va ripreso il dialogo con il Cremlino, interrotto lo scorso luglio in seguito alla guerra in Georgia.
Ma per parlare con Mosca occorre chiarire un aspetto che Medvedev e Putin ritengono irrinunciabile: quello dell’adesione di Tbilisi e di Kiev al Patto atlantico. Per Bush era una priorità, per Obama non più. La Clinton ha tentato di salvare le apparenze. «Dobbiamo tenere una porta aperta a Paesi come l’Ucraina e la Georgia». Come dire: un giorno, forse, ne riparleremo. Per ora restino nel limbo, amiche dell’Occidente ma senza una piena alleanza militare.
Non è stato facile ottenere il sì di tutti i membri della Nato. La Repubblica Ceca e, soprattutto, la Lituania ritenevano prematuro la normalizzazione dei rapporti con il Cremlino, in nome di una mai sopita diffidenza nei confronti del gigante russo, da cui sono state entrambe a lungo soggiogate. Ma Vilnius e Praga non pesano abbastanza nel Consiglio e il fatto che gli altri Paesi dell’ex Cortina di ferro non abbiano sollevato obiezioni, è risultato decisivo per rimuovere le ultime resistenze.
A metà pomeriggio il segretario generale dell’Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer, ha annunciato la ripresa del consiglio Usa-Russia, che si riunirà dopo il summit dei capi di Stato e di governo della Nato previsto per il 3-4 aprile.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere. Un portavoce del ministero degli Esteri, Igor Liakin-Frolov, ha parlato «di un passo nella giusta direzione», rallegrandosi che finalmente abbia «trionfato il buon senso». E oggi il nuovo corso riceverà ulteriore impulso: la Clinton e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov si incontreranno a Ginevra per discutere di disarmo nucleare, in un clima, non c’è da dubitarne, di grande cordialità. Poi, il 2 aprile a Londra, toccherà ai due presidenti, Obama e Medvedev, sancire l’intesa ritrovata.
Dal vertice della Nato è emersa un’altra importante novità: la Clinton ha proposto un summit congiunto con l’Onu dedicato all’Afghanistan, a cui parteciperanno, oltre ai Paesi impegnati nelle operazioni militari Isaf, anche quelli confinanti. Incluso l’Iran? Pare proprio di sì. In mattinata Hillary Clinton, parlando con i giornalisti sull’aereo che da Tel Aviv l’ha portata a Bruxelles, aveva attaccato duramente il regime degli ayatollah, perchè ufficialmente le linea Usa non è cambiata; ma dietro le quinte le trattative, segretissime, vanno avanti e producono i primi risultati. Anche Teheran sarà invitata alla riunione prevista per 31 marzo, come ha annunciato una fonte statunitense. E il ministro degli Esteri Frattini ha annunciato di aver rassicurato il suo omologo israeliano Tzipi Livni sulle modalità della nuova strategia di coinvolgimento. Dopo la Russia anche l’Iran potrebbe passare nella lista dei Paesi buoni.
http://blog.ilgiornale.it/foa/