Hillary Clinton

Stop agli aiuti fiscali ai big e assistenza sanitaria per tutti. Nel suo programma anche linea dura contro i clandestini e un diritto l’interruzione della gravidanza

Washington - Pragmatica, ma, in politica estera, ferma sui princìpi. Hillary Clinton assicura che non lancerebbe un attacco contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso ed è persuasa che occorra tentare la via diplomatica prima di usare la forza. È riluttante a incontrare i leader di Teheran senza concessioni da parte loro. L’Irak è il suo tallone d’Achille: nel 2003 approvò l’invasione militare, ma ora afferma che avrebbe agito diversamente se avesse saputo tutta la verità e si dice favorevole a un ritiro graduale delle truppe.
Nei suoi comizi insiste molto sull’economia: l’ex first lady ritiene che le crescenti ineguaglianze salariali abbiano penalizzato la classe media. Per rimediare intende rivedere le agevolazioni fiscali di cui beneficiano le grandi imprese e puntare sulla creazione di posti di lavoro. Non vede di buon occhio gli accordi di libero scambio, né le trattative sul commercio mondiale.

Da sempre si batte per estendere la copertura sanitaria a tutti gli americani. Quando suo marito Bill era presidente sponsorizzò un progetto di legge in tal senso, che però venne bocciato al Congresso. Se diventasse presidente tornerebbe alla carica, tentando di rendere obbligatoria la polizza assicurativa, con incentivi fiscali per spingere le aziende a essere più generose nella copertura ai dipendenti. Un’Hillary altruista, che però quando parla di immigrazione opta per la linea dura, auspicando una riforma complessiva delle attuali leggi. E, dunque, controlli più severi alle frontiere, inasprimento delle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che assumono clandestini. Unica concessione alla sinistra: passi non meglio precisati per «far uscire dall’ombra» dodici milioni di stranieri non in regola.

Ritiene che non si possa restare indifferenti di fronte ai cambiamenti climatici e accetterebbe di limitare le emissioni Usa di gas serra nell’ambito di un accordo post-Kyoto. Vuole auto che consumino meno e intende stanziare fondi per l’energia pulita allo scopo di garantire l’indipendenza energetica del Paese.

Da sempre sostiene il Patriot Act contro il terrorismo e ripete che se l’America dovesse subire un altro attacco stile 11 settembre non avrebbe esitazioni nell’ordinare una risposta militare, se appropriata. Sull’aborto non ha esitazioni: è un diritto costituzionale e non va toccato. Non è sensibile alle obiezioni dei gruppi religiosi; la Clinton è credente ma non praticante.