Hillary la getta sul ridere: «Sfido Barack... a bowling»

La senatrice di New York perde ancora quota nei sondaggi ma non si vuol arrendere: «Sono come Rocky, vado al tappeto ma mi rialzo sempre»

da Philadelphia

Il duello della risata lo ha stravinto la senatrice di New York Hillary Clinton. L’ex first lady democratica ha indetto una conferenza stampa a Philadelphia, con la promessa di un importante annuncio in risposta agli appelli a farsi da parte nella corsa per la nomination del partito. Si è presentata di fronte ai giornalisti con il muso lungo. «È stata una battaglia combattuta senza esclusione di colpi - ha esordito - ed è arrivato il tempo di fare qualcosa affinché i nostri elettori e il nostro partito possano prendere la decisione migliore. Ecco la mia proposta». Poi una pausa di silenzio. Clinton sta per annunciare il ritiro? Per chiedere di nuovo al suo avversario di unire le forze? No, pesce d’aprile. «Voglio sfidare il senatore Barack Obama a bowling». E giù una pioggia di risate. La Clinton ha fatto riferimento alla partita di bowling di Obama in Pennsylvania di sabato scorso. «Lo sfido e sono disposta a dargli anche un vantaggio. È il momento che in questa campagna elettorale si contino tutti i birilli. Sono pronta a giocare fino in fondo questa partita. E quando sarà conclusa, gli americani sapranno che quando il telefono squilla alle tre di notte alla Casa Bianca, il presidente sarà in grado di giocare a bowling dal primo giorno. Giochiamoci a bowling i delegati che restano, non c’è tempo da perdere, perché oggi è il primo d’aprile. Buon pesce d’aprile a tutti». Fin qui lo scherzo. Ma Hillary, anche se vede ridursi il suo vantaggio nel prossimo voto in Pennsylvania, sembra proprio intenzionata a non farsi da parte. Così, in un altro comizio, ha detto che ritirarsi sarebbe «come se Rocky Balboa fosse arrivato fino a metà degli scalini del museo e si fosse detto che bastava. Quando si parla di portare a termine una battaglia, io e Rocky abbiamo molte cose in comune, io non mi ritiro, io non mi arrendo mai».