La Hilton: «Amo divertirmi fino alle 7 del mattino, ma Milano di notte è morta»

Paris Hilton si annoia. Mentre Vladimir Luxuria ieri raccontava «quanto è divertente girare per i locali notturni della città» e incoronava Milano «la capitale della notte», la rivista «Metropolitanpost» raccoglieva lo sfogo dell’ereditiera più famosa del mondo. «A Milano sono stata diverse volte. La trovo una città bellissima, vivace con tanta gente simpatica», ha ammesso. Ma «quello che non capisco è perché ci sia cosi poca vita notturna rispetto alle altre capitali europee». Per carità, è stata in diversi locali e a quanto pare si è pure divertita, «come il Nobu, il Gold e l’Armani Cafè». Solo, «ne vorrei molti di più, mentre a differenza delle città americane, a Milano il centro di notte si svuota».
Un aspetto che ha colpito parecchio la Hilton, nipote del patron della catena di alberghi, e pure Victoria Beckham (che in un giorno solo, forse per sopravvivere alla noia, è riuscita a spendere la bellezza di centomila euro nel Quadrilatero) è che a Milano «sembra che la gente pensi solo a lavorare e poco a divertirsi. Gli italiani lavorano tantissimo, lo dice anche Victoria. A me piace stare sveglia anche fino alle sette del mattino, e lì di martedì è difficile».
A rasserenare Paris arriva l’assessore ai Tempo libero Giovanni Terzi: la Milano by night del futuro sarà più viva. «Il suo apprezzamento alla città di giorno - ammette - non può che farmi piacere, vuol dire che il Comune in questi anni sta facendo bene il proprio lavoro, mettiamo la città allo stesso livello delle grandi metropoli mondiali. Certo non possiamo darle torto per quanto dice sulle notti milanesi, ma stiamo cercando di porre rimedio con il progetto After Midnight». Più attività aperte dopo mezzanotte ma «nel rispetto di chi di notte vuole dormire».