Hinault demolisce Ullrich: «Un imbroglione»

L’asso francese è deluso: «Non pensavo fosse capace di certe bassezze» E lancia una proposta: al prossimo Tour test del Dna ai corridori sospettati

È come Paperino: sempre in mezzo ai guai. Sarà anche capace di mettersi nei pasticci come pochi, ma in questo momento l’acredine che ruota attorno a Jan Ullrich non ha uguali.
Finito nel vorticoso affaire dell’«Operacion Puerto», lo scandalo spagnolo sul doping, il ciclista più grande di Germania è obiettivo prelibato di tutti. La magistratura tedesca non lo molla un solo secondo, il fisco indaga a tappeto su tutto, la sua ex società (la T-Mobile) vuole andare fino in fondo alla cosa, la Federazione Svizzera, titolare del suo tesserino di corridore professionista, non ha ancora archiviato la sua posizione: per questo Ullrich, al momento, è da considerare un ex.
Adesso arrivano da Oltralpe anche le critiche pesanti da parte di uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, Bernard Hinault: «Jan Ullrich è un imbroglione che deve provare di non essere un baro». Un attacco frontale lanciato dal grande campione transalpino nei confronti del tedesco, che sarebbe stato avvicinato alle pratiche dopanti dal dottor Eufemiano Fuentes, manipolatore del sangue degli sportivi.
Hinault, cinque volte vincitore del Tour de France, si è detto «deluso» parlando di Ullrich, trionfatore al Tour nel 1997: «Non avrei mai pensato che fosse capace di fare questo genere di cose - ha detto Hinault - ma la gente vuole guadagnare tanti soldi ed ogni mezzo è buono».
Non una semplice condanna, dato che Hinault ha chiesto «agli organizzatori di valutare l'ipotesi di non lasciar partecipare al Tour quei corridori sospettati», avanzando la richiesta di sottoporre al test del Dna prima dell'inizio della corsa gli atleti avvicinati a pratiche illecite.
Più comprensivo e garantista, Vittorio Adorni, presidente del Consiglio del ciclismo professionistico dell’Uci: «La posizione di Ullrich è molto delicata – ha detto l’ex campione del mondo di Imola ’69 - ma fino a prova contraria non è giusto esprimersi come ha fatto Hinault. Ci sono in corso delle indagini, la magistratura tedesca sta setacciando la vita di Ullrich in lungo e in largo, ma magistrati e tribunali non si sono ancora espressi in maniera definitiva e negativa. Ullrich è un atleta in attesa di giudizio e tutti noi dobbiamo stare molto attenti ad anticipare dei giudizi». Difficile però, secondo Adorni, che Ullrich torni a correre «soprattutto perché dopo tanti mesi di inattività è complicato tornare su certi livelli».